Operatori
logo Unione Europea
 Ti trovi in: Home » Notizie » In evidenza » Botteghe di mestiere a Pesaro: un lavoro per oltre la metà dei tirocinanti
 
IN EVIDENZA
Botteghe di mestiere a Pesaro: un lavoro per oltre la metà dei tirocinanti
June 13, 2017
  I dati presentati nel corso dell’evento conclusivo che ha visto protagonisti tra gli altri Maurizio Del Conte, presidente Anpal, e l'assessore regionale Loretta Bravi

Portare l’innovazione nei settori tradizionali dell’economia del territorio (dalla meccanica al legno e arredo casa, fino all’agroalimentare, enogastronomia e ristorazione), consentendo ai giovani di imparare direttamente in un’impresa o in un laboratorio artigiano tutte le tecniche ed i segreti di ambiti importanti del made in Italy. E’ stato l’obiettivo delle “Botteghe di mestiere e dell’innovazione”, progetto promosso e finanziato da Anpal Servizi, che nella provincia di Pesaro e Urbino ha visto coinvolte 6 “botteghe” (insieme di imprese), per un totale di 61 giovani e 47 imprese. Un’esperienza significativa, che per oltre la metà dei giovani (37 su 61) si è trasformata in un vero e proprio rapporto di lavoro nell’azienda ospitante o in altre del settore.


Nell’incontro conclusivo svoltosi nella sala “W.Pierangeli” della Provincia di Pesaro, imprenditori, tirocinanti e soggetti proponenti hanno portato la loro testimonianza. Claudio Andreani, responsabile del Centro per l’impiego di Pesaro, ha presentato le esperienze delle botteghe “Tipico.tips” e “Crescere insieme: giovani e imprese della meccanica nella sfida della competitività”, Stefano Raia del Centro per l’impiego di Urbino si è soffermato sulle botteghe “Woodwork Skill: esperienze di formazione nell’artigianato creativo” e “Tartufando. Cibo e territorio in tavola”, Cristina Petroccione di Assindustria Consulting srl ha parlato della bottega “Innovare la meccanica con l’officina digitale”, mentre Cinzia Paciarotti dello “Studio Chiarimattiolo associati” di Pesaro ha raccontato l’esperienza della bottega “L’artigianato del XXI secolo: hand made nell’era del web 2.0”.


“Le Marche – ha dichiarato Loretta Bravi,l’assessore regionale alla Formazione professionale, istruzione e lavoro - sono la regione con il maggior numero di progetti finanziati, imprese coinvolte e opportunità offerte ai giovani. Insieme alla Puglia, sono anche quelle che hanno risposto in modo più incisivo all’avviso pubblico nazionale sulle Botteghe di mestiere e innovazione: un’attività di sperimentazione delle politiche attive per facilitare l’inserimento dei ragazzi nei circuiti produttivi. La formazione è garantita attraverso il contatto diretto con le imprese e il supporto di un tutor. Continueremo ad incoraggiare iniziative che favoriscono la trasmissione ai giovani di competenze specialistiche dei mestieri artigianali, nei settori che più identificano la regione e costituiscono volano di crescita per la nuova imprenditoria, di sviluppo per le reti locali e di stimolo per i processi di innovazione”.


Un grande apprezzamento per i risultati raggiunti dalle Marche è stato espresso anche da Maurizio Del Conte, presidente di Anpal: “Mi ha arricchito ascoltare esperienze vere piuttosto che leggere misure scritte su carta. Questo modello delle botteghe stimola molte riflessioni. Per questo abbiamo immaginato di farlo evolvere verso un modello – laboratorio per il quale risulta fondamentale il partenariato come idea che nessuno da solo può svolgere compiutamente questo compito a nessun livello. Non è decisivo avere trovato un lavoro con il tirocinio quanto piuttosto che lo stesso abbia consentito di accumulare esperienza. Attraverso il tirocinio si sviluppano attitudini che non c’è modo di imparare in altri momenti formativi. In questo senso occorre immaginare percorsi formativi che non siano più disconnessi dalle realtà produttive. E per individuare l’esatta vocazione imprenditoriale occorre un’analisi accurata di quello che il territorio può richiedere in termini di competenze. La formazione dei giovani non risulta all’altezza perché non è stata costruita all’altezza della domanda. Da qui la necessità di invertire la tendenza”.


Video botteghe pesaresi