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Opportunità per il lavoro nella trasformazione digitale
July 17, 2017
  Un convegno fa il punto prendendo spunto dall’accordo tra Anpal e Asstel

La tecnologia non è nemica dell’occupazione e le politiche attive sono la chiave per promuovere l’incontro tra domanda e offerta e mettere lavoratori e imprese nelle condizioni di cogliere al meglio le opportunità che derivano dalla trasformazione digitale dell’economia. Questo il principio guida che ha ispirato Anpal e Asstel, l’associazione di categoria che in Confindustria rappresenta le compagnie di telecomunicazioni, nella firma di un protocollo d’intesa che si pone come obiettivo “la promozione di interventi finalizzati a favorire l’occupazione nel quadro dei processi di trasformazione digitale delle imprese”. Accordo che ha fatto da leit motiv del convegno “Il lavoro nella trasformazione digitale” svoltosi a Roma lo scorso 14 luglio che ha visto la presenza, tra gli altri, di Maurizio Del Conte, presidente Anpal, Dina Ravera, presidente Asstel, Annamaria Parente, membro della Commissione Lavoro del Senato, e Giuliano Poletti, ministro del Lavoro.


“L’innovazione tecnologia può creare problemi a chi è impegnato ad incrociare domanda e offerta di lavoro – ha dichiarato Maurizio Del Conte – Il nostro compito è quello di accompagnare queste persone con una gestione della transizione orientata  e finalizzata a favorire l’occupazione e l’occupabilità nell’ambito dei processi di trasformazione digitale delle imprese. L’accordo con Asstel vuole creare un sistema in cui il lavoro, attraverso un percorso di accompagnamento virtuoso, possa circolare tra le imprese dando prospettiva di crescita professionale”.


In base ai dati contenuti nel “Rapporto sulla Filiera delle Telecomunicazioni in Italia”, edizione 2016, l’occupazione complessiva nella filiera delle telecomunicazioni si è mantenuta sostanzialmente stabile per un totale di circa 123.000 addetti, generando ricavi per circa 43 miliardi di euro. In questo complesso scenario, gli investimenti degli operatori di TLC hanno continuato a crescere; nel 2015 segnano un +9% per un totale di 6,6 miliardi di euro.


“Dal punto di vista delle imprese protagoniste della trasformazione digitale – ha sottolineato Dina Ravera, presidente Asstel – emerge con chiarezza l’esigenza di un progetto nazionale che miri ad aumentare l’occupabilità delle persone nella filiera delle telecomunicazioni con una visione a medio – lungo termine”.


Caratteristica rilevante nella dinamica occupazionale della filiera è che l’età anagrafica dei dipendenti continua a crescere.  Ormai più del 60% ha oltre 40 anni, di contro si riduce la quota degli under 30 passati dal 13% a 6% in 5 anni. Discorso analogo per l’anzianità aziendale: il 64% dei dipendenti ha più di 10 anni di anzianità (nel 2010 era il 53%), contro solo il 13% che è in azienda da meno di 5 anni (era il 21% nel 2010).


Per il ministro Poletti risulta prioritario “ricostruire i profili professionali dei nostri giovani, investendo sulle loro competenze e sulla formazione continua. Queste azioni saranno più sinergiche ed efficaci se i processi di cambiamento verranno gestiti nel corso della vite delle imprese”.


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