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Lavoro autonomo: cosa cambia e cosa manca dopo l’approvazione dello Statuto
July 19, 2017
Lavoro autonomo  Convegno di Confprofessioni a Roma. Del Conte: “Sportello dedicato nei centri per l’impiego. Aiuterà i professionisti a orientarsi nel mercato”

Dagli aspetti positivi, come le misure per promuovere la formazione e come lo sportello dedicato al lavoro autonomo nei centri per l’impiego. Alle cose ancora da fare: dall’equo compenso alla promozione delle società di professionisti. Oggi a Roma - nella sala del Tempio di Adriano della Camera di Commercio a Piazza di Pietra – il convegno organizzato da Confprofessioni Lazio è stato l’occasione per un confronto tra rappresentanti delle professioni, tecnici e politici sul Jobs Act degli autonomi approvato in via definitiva lo scorso 10 maggio.


La filosofia alla base dello Statuto che interessa 2,5 milioni di italiani tra partite Iva, collaboratori e professionisti è stata illustrata in apertura da Tommaso Nannicini: “Sono tre i pilastri sui quali ci siamo concentrati – ha spiegato l’economista della Bocconi – Il fisco, in particolare con la deducibilità integrale delle spese di formazione fino a 10 mila euro l’anno e con quella fino a 5 mila euro per alcuni servizi personalizzati erogati dagli organismi accreditati. La tutela del mercato, con ad esempio il divieto delle clausole che permettono al committente di modificare unilateralmente le condizioni del contratto. La previdenza e il welfare, con il rafforzamento e l’estensione di alcune tutele”.


“Per la prima volta in Italia c’è un riconoscimento legislativo del mondo delle professioni – ha commentato il presidente di Confprofessioni Lazio, Andrea Dili – Si tratta di un passo importante. Adesso vanno affrontati i temi che restano aperti: equo compenso, welfare, sviluppo e competitività degli studi professionali”.


Di “passaggio epocale” ha parlato il presidente nazionale di Confprofessioni, Gaetano Stella. Che ha pure sottolineato come sia necessario “valorizzare quanto previsto da questa legge”. Tenendo comunque conto che si è aperta una strada ma che il cammino è solo all’inizio.


Il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte, si è invece focalizzato sull’articolo 10 dello Statuto che stabilisce l’obbligo per i centri per l’impiego e per le agenzie private in regime di accreditamento di dotarsi di uno sportello dedicato al lavoro autonomo: “E’ un’ulteriore conferma dell’unitarietà del Jobs Act. Lo sportello avrà il compito di orientare i professionisti nel mercato, di aiutarli a trovare opportunità. La norma chiama in causa anche gli ordini, le associazioni e le consulte di tutte le professioni, ordinistiche e non. Il loro coinvolgimento, attraverso convenzioni non onerose, garantirà un apporto di conoscenza fondamentale per costruire un efficace sistema di servizi personalizzati disegnato sulle reali esigenze degli autonomi”.


Questa legge “ha il pregio di avere individuato un mondo e di aver tracciato un orizzonte verso il quale tendere – è stata la chiosa finale del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti – Il passo successivo è quello di valorizzare e applicare quanto previsto dalla normativa. E’ necessario continuare a lavorare sul tema del welfare, in un’integrazione virtuosa tra pubblico e privato. Il Paese ha poi l’esigenza di investire sulla conoscenza: un punto sul quale tutti insieme dobbiamo fare un grande sforzo. Il Jobs Act degli autonomi è una piattaforma dalla quale partire, l’invito è di continuare a dialogare e a confrontarci per disegnare un percorso condiviso e raggiungere nuovi obiettivi”.



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