Operatori
logo Unione Europea
 Ti trovi in: Home » Notizie » In evidenza » Del Conte: “Cpi da rafforzare. Il governo sta investendo su questo”
 
IN EVIDENZA
Del Conte: “Cpi da rafforzare. Il governo sta investendo su questo”
September 28, 2017
Luiss  Il presidente dell’Anpal è intervenuto alla Luiss in occasione del convegno su mercato del lavoro e politiche attive

Dallo stato delle politiche attive in Italia agli interventi nella prossima legge di bilancio per l’occupazione giovanile. Sono questi i temi principali che hanno animato il confronto in occasione del convegno che si è svolto ieri sera alla Luiss. L’evento - organizzato dall’associazione Alumni Luiss School of government – è stato anche l’occasione per valutare il possibile impatto del cambiamento tecnologico sul mercato del lavoro e per analizzare gli scenari futuri legati alle scelte dei policy makers e alla crescita economica.


“In Italia abbiamo tre specificità” ha spiegato il sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Luigi Bobba. La prima “è la situazione dei giovani: sono pochi rispetto al totale della popolazione, molti di loro espatriano e molti sono Neet (oltre 2 milioni ndr)”. La seconda è che “i sistemi di istruzione e i sistemi del lavoro sono rimasti a lungo sconnessi”. La terza è che “il governo ha cambiato rotta investendo in maniera convinta sulle politiche attive del lavoro”. Un impegno che sarà ancora più evidente nella prossima legge di bilancio, destinata innanzitutto a contenere “una misura robusta dedicata ai giovani sotto forma di sgravio contributivo per facilitarne l’assunzione da parte della aziende”.


Bobba ha poi aggiunto che “le risorse destinate al sistema duale e agli istituti tecnici superiori (Its) hanno invece l’obiettivo di rafforzare la connessione tra mondo della formazione e mondo delle imprese per cominciare a ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, messo più volte in risalto anche dall’indagine Excelsior di Unioncamere”. Nella direzione di modernizzare le competenze dei lavoratori va “il piano Impresa 4.0, in particolare per ciò che riguarda il superammortamento previsto per le spese indirizzate dai datori di lavoro sulla formazione digitale dei loro dipendenti”. Non mancherà infine un capitolo dedicato “al potenziamento e alla stabilizzazione dei centri per l’impiego” né l’investimento sulla “seconda fase di Garanzia Giovani che si concentrerà in particolare sui Neet più fragili, quelli che non siamo riusciti a coinvolgere nella prima edizione”.


Il presidente dell’Anpal - Maurizio Del Conte - ha parlato in particolare di politiche attive: “L’esigenza è duplice: garantire servizi ai cittadini che cercano un’occupazione e garantirli anche alle aziende che cercano professionalità in linea con i loro fabbisogni. In Italia non c’è un sistema centralizzato delle politiche attive del lavoro, dal momento che le competenze in materia sono suddivise tra Stato e Regioni. Grazie al decreto legislativo 150 del 2015 l’Anpal ha comunque un importante ruolo di coordinamento della rete nazionale dei servizi per l’impiego. Va in tale direzione la sperimentazione sull’assegno di ricollocazione che abbiamo condotto quest’anno e che a breve entrerà a regime”, arrivando a interessare una platea potenziale di mezzo milione di disoccupati. Del Conte ha insistito sul fatto “i centri per l’impiego vanno rafforzati e gli operatori vanno riqualificati”, dando atto che “il governo sta investendo su questo”. Da non trascurare la sfida della “transizione scuola-lavoro. Nel nostro Paese manca una filiera strutturata e va costruita al più presto”.


Il tema dell’impatto del cambiamento tecnologico sul futuro del lavoro è stato al centro dell’intervento di Stefano Sacchi. Il presidente dell’Inapp ha sottolineato in particolare come “sia necessario investire su formazione e riqualificazione” per non farsi trovare impreparati. “Serve una strategia di politica economica e sociale” per minimizzare i rischi della quarta rivoluzione industriale e massimizzarne invece le opportunità. Diventa allora importante “analizzare la dinamica delle professioni, distinguendo tra le diverse mansioni per capire verso quali direzioni far andare i lavoratori”.


In Italia “si è investito troppo poco in politiche attive e in politiche di conciliazione vita-lavoro – ha spiegato Alessandro Rosina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Di conseguenza non è stata incoraggiata la partecipazione di donne e giovani al mercato del lavoro, frenando in tal modo lo sviluppo economico e causando l’esplosione del debito pubblico”. Non è un caso che “abbiamo il bacino di Neet più grande d’Europa. Garanzia Giovani ha avuto il merito di bloccare la crescita di questo bacino, manca però ancora il salto di qualità per favorirne una forte riduzione”.