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L'intelligenza artificiale rivoluzionerà il mercato del lavoro?
October 11, 2017
Maurizio Del Conte  Kaplan: “Servono competenze nuove per nuovi lavori”. Del Conte: “Formazione continua per preparare i lavoratori ai nuovi fabbisogni”

“Grazie all’intelligenza artificiale, penso che il futuro sarà roseo. Ma solo se avremo la volontà politica di affrontare lo sconvolgimento” che la rivoluzione tecnologica potrebbe provocare. In questa frase di Jerry Kaplan è racchiusa l’essenza della sfida che investirà il mercato del lavoro con l’automazione sempre più spinta dei processi produttivi.


Il noto imprenditore e ingegnere informatico statunitense – oggi anche professore al dipartimento di Computer Science della prestigiosa Stanford University in California – è stato l’ospite d’onore al convegno del 9 ottobre organizzato nella sala Capitolare del Senato dal Cnr e dall’Associazione italiana di psicologia.


“L’intelligenza artificiale è una tecnologia molto potente che cambierà il modo in cui viviamo e in cui lavoriamo – ha spiegato Kaplan – Non è esagerato dire che il suo impatto sulla società potrebbe essere grande come quello causato dall’invenzione delle ruota”. Un cambiamento epocale destinato – come già successo con le rivoluzioni industriali del passato – a rimodellare il mercato del lavoro.


Cinque anni fa, uno studio del Mit ipotizzava la scomparsa del 50% dei lavori attuali nell’arco di un ventennio. Kaplan ha sottolineato che in realtà si tratta di mansioni e di professioni che saranno semplicemente superate e sostituite con altre che oggi in gran parte neanche esistono. Il vero pericolo è che le persone “potrebbero non avere le competenze necessarie per i nuovi lavori”.


Ed è qui che si apre uno spazio importantissimo per le scelte che attengono alla politica. “E’ indispensabile, come prima cosa, creare un’infrastruttura di conoscenza sulle competenze davvero necessarie – ha precisato il presidente dell’Anpal Maurizio Del Conte – Diventa quindi fondamentale orientare il più possibile le competenze lungo l’intero il ciclo della formazione, per adeguarle al reale fabbisogno del mercato del lavoro”.


La formazione continua può essere insomma una risposta concreta al rischio di non avere – in un futuro ormai sempre più vicino - sufficiente forza lavoro in grado di rispondere alle esigenze di un mondo produttivo rivoluzionato da intelligenza artificiale, automazione spinta e utilizzo intensivo dei robot.


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