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Cooperazione istituzionale

Cooperazione istituzionale 07.dic.2017
Del Conte: “Politiche attive più efficaci con un migliore monitoraggio del mercato del lavoro”
La firma dell’accordo tra Cnel, Anpal e Inapp segna una nuova fase nell’analisi del mercato e nell’elaborazione delle proposte politiche (guarda il video)

Unire gli sforzi per avere un impatto più significativo”. Tiziano Treu, presidente del Cnel, sintetizza il significato dell’accordo tra Cnel, Anpal e Inapp, firmato oggi con i presidenti Maurizio Del Conte e Stefano Sacchi in occasione della presentazione del Rapporto 2016-2017 su mercato del lavoro e contrattazione collettiva (sintesi) presso il Cnel. Il rapporto è il primo passo di questa sinergia che vuole inaugurare una fase nuova dell’offerta delle statistiche del lavoro da parte delle istituzioni. “Va interrotta la pessima tradizione italiana secondo cui avendo poche risorse è bene disperderle” ha sottolineato Treu e che ha prodotto informazioni disomogenee con sovrapposizioni e in qualche caso disallineamenti. Serve un’analisi continua nel tempo per verificare come funziona il sistema e poter fare proposte”. E anche Bruno Busacca, responsabile della segreteria tecnica del Ministero del Lavoro, ha sottolineato l’utilità dell’accordo non solo per gli addetti ai lavori, ma più in generale per l’opinione pubblica: “si potrà evitare il clangore sensazionalistico dei media producendo dati realistici e sereni”. In questo senso va anche l’accordo quadro tra l’Istat, il Ministero del Lavoro, l’Inps, l’Inail e l’Anpal, finalizzato a produrre informazioni armonizzate, complementari e coerenti sulla struttura e sulla dinamica del mercato del lavoro in Italia e a implementare progressivamente un Sistema informativo statistico condiviso.

Per Del Conte la firma della convenzione conferma l’importanza di integrare le politiche del lavoro con le azioni di monitoraggio e le analisi di mercato”: in pratica condizione necessaria per l’efficacia delle politiche attive è proprio un rigoroso lavoro di studio ed elaborazione delle informazioni e dei dati.

 
Nel corso della sua relazione Sacchi  (vedi la presentazione) si è soffermato sull’impatto delle riforme: “in base all’analisi controfattuale in assenza di modifiche normative, sono 684.589 i lavoratori a tempo indeterminato assunti grazie al Jobs Act e agli sgravi contributivi; questi posti di lavoro non sarebbero stati creati in assenza di normativa”.

Claudio Lucifora, esperto del Cnel, ha esposto un’analisi empirica della contrattazione integrativa e del welfare aziendale (vedi la presentazione). In particolare ha sottolineato alcuni problemi aperti: “La fiscalità di vantaggio per incentivare la diffusione di componenti variabili di retribuzione (legati alla produttività) genera “regressività” nel prelievo: tassare meno il premio di risultato rispetto ai minimi dei contratti nazionali stimola il rendimento ma viola il principio di progressività della tassazione del reddito; è quindi importante verificare l’impatto effettivo sulla produttività per evitare sprechi e distorsioni. Inoltre il welfare aziendale accentua il dualismo e la segmentazione tra grandi e piccole imprese e tra Nord e Sud”.

Del Conte ha sottolineato “la crescita senza precedenti della contrattazione collettiva nelle piccole imprese, rilevata dai dati amministrativi”. Essenziale la responsabilità delle parti sociali: “per il successo delle politiche attive è determinante l’assunzione di responsabilità delle rappresentanze di imprese e lavoratori. L’accordo Anpal-Cnel favorisce la cooperazione con le parti sociali”. La fiducia sui luoghi di lavoro e la responsabilità sono quindi determinanti per un welfare aziendale avanzato, imprescindibile per aumentare la produttività e la partecipazione al mercato del lavoro: per affrontare quindi due grandi problemi endemici del nostro sistema economico.

 

 

Leggi il comunicato stampa Cnel-Anpal-Inapp
Sintesi del Rapporto 2016-2017 su mercato del lavoro e contrattazione collettiva

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