Indietro

Forum Pa 2018

Forum Pa 2018 24.mag.2018
“Paura dei robot”, lavoro e skill digitali: la sfida si vince riattivando le persone
Un incontro al Forum Pa fa il punto su formazione, innovazione tecnologica, strumenti di sostegno alle persone nelle fasi di mancanza di lavoro
relatori convegno Il 65% dei bambini di oggi da adulto farà un mestiere che oggi non esiste; e il 50% delle attuali professioni tra qualche anno, non tantissimi, non esisterà più. Due dati, presentati dal prof. Corso del Politecnico di Milano nel corso dell’incontro “Il lavoro che cambia il lavoro”, al Forum Pa 2018, che forniscono un’immagine nitida dei cambiamenti e delle sfide che il mercato del lavoro e i suoi protagonisti – lavoratori, decisori, istituzioni – e le politiche attive si trovano ad affrontare nell’immediato.  

Di fronte alla trasformazione sempre più rapida di modelli di consumo, di interazione e di produzione, trasformazione innescata dai social network così come dalle nuove tecnologie, il mondo del lavoro deve attrezzarsi altrettanto rapidamente per superare la mancanza di competenze digitali o di aggiornamento di quelle esistenti, cercando – allo stesso tempo – di essere in grado di sfruttare l’innovazione tecnologica per creare nuove e qualificate opportunità di lavoro. Sullo sfondo, la “paura” che i robot sostituiscano le persone nelle mansioni più avanzate, rendendo ancora più precario il quadro del nostro mercato del lavoro. 
All’incontro, oltre a Maurizio Del Conte, presidente Anpal, hanno partecipato Maurizio Sacconi, già persidente della Commissione Lavoro della Camera, Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, Cristina Grieco, assessore al Lavoro della Regione Toscana, Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working al Politecnico di Milano, la deputata Enza Bruno Bossio e Sebastiano Leo, assessore al Lavoro della Regione Puglia. 

La parola chiave è – secondo Maurizio Del Conte – “ecosistema”. “Un ecosistema – ha detto – che integri in una filiera virtuosa tutti i soggetti che a vario titolo sono protagonisti del mondo del lavoro: il pubblico – i centri per l’impiego, le istituzioni nazionali e locali – ma anche il privato, le agenzie per il lavoro, i consulenti, e soprattutto i soggetti che erogano formazione”. “Questo è anche il compito – ha detto ancora il presidente Anpal – dell’Agenzia nazionale per le politiche attive: coordinare, indirizzare questa filiera, provando soprattutto a costruire, insieme ai territori e alle Regioni, un linguaggio comune e strumenti efficaci per affrontare le diverse fasi della vita di un lavoratore in un’ottica di normalità e non di emergenza”. Uno di questi – ha spiegato Del Conte – è l’assegno di ricollocazione, ormai a pieno regime, che consente a chi resta senza lavoro e ha i requisiti previsti, di farne richiesta da qualunque punto del Paese e di ‘attivarsi’. Perché questo è il vero senso delle politiche attive: rimettere in moto energie, competenze, opportunità. 

Uno dei cambiamenti più importanti, infatti, ai quali il nostro Paese ha assistito e che il disegno riformatore degli ultimi anni ha provato a portare a compimento, è stato l’approccio alla disoccupazione e all’inoccupazione, storicamente considerate fasi patologiche da attraversare con l’obiettivo del pensionamento anticipato attraverso il mero sostegno al reddito e l’estensione degli ammortizzatori. La storia recente ci consegna invece la necessità di affrontare le fasi della mancanza di lavoro come una parte fisiologica del percorso lavorativo di ciascuno; ma per far questo, è indispensabile attivare l’ecosistema in un’ottica di collaborazione tra soggetti, e mettere al centro la persona, che è la stessa che passa dalla formazione scolastica a quella professionale per trovare lavoro, all’aggiornamento e alla riqualificazione, e può averne bisogno quando rischia di uscire dal mercato del lavoro. 
Condividi l'articolo