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FORUM PA 24.mag.2018
Bilancio europeo 2021 – 2027: cresce la quota FSE ma l’Italia chiede nuovi criteri di riparto
I dati presentati nel corso di un workshop al ForumPA2018

“In Italia per ogni euro investito nel fondo sociale europeo se ne guadagnano 7, quattro in più rispetto alla media europea”. Così Marianna D’Angelo, dirigente Anpal della Divisione Coordinamento territoriale e autorità capofila FSE, ha voluto evidenziare, nel corso di un workshop presso il ForumPA 2018 in corso a Roma, la buona performance dell’Italia nella gestione del Fondo sociale europeo nell’ambito della discussione sulla proposta della Commissione europea riguardo il Quadro Finanziario Pluriennale 2021 – 2027.

Il documento presentato dalla Commissione lo scorso 2 maggio contiene alcune innovazioni nel riparto delle risorse, alla luce delle nuove esigenze e sfide che l’Unione Europea si trova ad affrontare. Le maggiori novità riguardano la diversa ripartizione degli stanziamenti tra le diverse finalità. In particolare viene proposto di innalzare gli attuali livelli di finanziamento in settori considerati prioritari e ad alto valore aggiunto quali: ricerca e innovazione, giovani, economia digitale, gestione delle frontiere, clima e ambiente, sicurezza e difesa.

Per quanto concerne i fondi strutturali, la dotazione del Fondo europeo di sviluppo regionale, che promuove uno sviluppo equilibrato nelle diverse regioni dell'UE, passerebbe da 199 miliardi a 226 miliardi e quella del Fondo sociale europeo, che sostiene progetti in materia di occupazione, da 83 a 101 miliardi.

“Il nuovo bilancio europeo esprime chiaramente la necessità di dare attuazione al pilastro dei diritti sociali – commenta Marianna D’Angelo - Gli investimenti sulle persone vengono definiti nel quadro finanziario pluriennale una priorità trasversale. Occorrerà però rivedere bene i criteri di riparto perché quello del pil pro - capite può in certi casi risultare insufficiente”. 

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