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Mobilità

Mobilità 05.giu.2018
Lavoro, formazione e mobilità: Francia e Italia allo specchio - VIDEO
La giornata informativa promossa dal Consolato Francese a Roma ha permesso ai cittadini italiani e d’oltralpe di chiarire ogni dubbio relativo al mercato del lavoro.

In un’Europa che ha fatto della libera circolazione delle persone una delle libertà fondamentali garantite giuridicamente, è impossibile pensare alle Alpi come a un qualcosa in più che un panorama, una cornice naturale attraverso la quale Italia e Francia, tanto diverse quanto simili, si guardano a vicenda da lungo tempo.

Sono sempre più numerose le persone che scelgono di valicarle in cerca di un’occupazione stabile, o anche solo di un’importante esperienza di formazione professionale, ed è per loro che il Consolato Francese di Roma ha ideato la giornata informativa che si è svolta presso il Centre Saint-Louis, l’Istituto Francese sito nel cuore della capitale. 
I numerosi visitatori si sono divisi tra la sala conferenze, dove si sono avvicendati gli interventi dei relatori, e gli stand informativi. Accesso al mercato del lavoro nei due paesi, ricerca di un impiego, formazione professionale, validazione delle competenze, riconoscimento dei diplomi e diritti dei disoccupati: queste ed altre tematiche sono state affrontate con gli esperti di Anpal, Roma Capitale, Eures, AFPA, Pôle Emploi, e gli altri partner dell’iniziativa.

In tarda mattinata è arrivata la visita del Presidente di Anpal, Maurizio del Conte, e dell’Ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset, che hanno poi brevemente preso la parola nella sala conferenze.

Masset ha ringraziato tutti i soggetti coinvolti, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra per garantire un’adeguata mobilità tra i due Paesi, e dell’occupazione come strumento per l’armonizzazione sociale dell’Europa

Del Conte ha ribadito l’importanza di fare squadra attorno alla tematica del lavoro, un tema centrale per gli Stati. La mobilità del lavoro infatti, anche grazie all’operato della rete Eures, è un tema che diventerà sempre più rilevante attraverso i confini europei. “A volte abbiamo un po’ di arretratezza culturale nel non riuscire a considerare la mobilità del lavoro come un valore positivo. Dobbiamo superare questa arretratezza, e iniziare a pensare che mobilità vuol dire circolarità, e non solamente andare da una parte verso l’altra in senso unidirezionale. Certo, dobbiamo essere capaci di sviluppare questa circolarità.”

Per ulteriori informazioni sui partner dell’iniziativa, sui relatori e sugli argomenti analizzati, è possibile visitare questa pagina (in Francese).

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