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Monitoraggio Servizi per l'impiego

Monitoraggio Servizi per l'impiego 06.giu.2018
Malgrado le difficoltà, 3 utenti dei centri per l’impiego su 4 sono soddisfatti (Vedi il Video)
Il Presidente Del Conte e il Direttore Generale Pirrone alla presentazione del Monitoraggio sui Servizi per il lavoro 2017
Convegno presentazione Monitoraggio Cpi

È utile investire miliardi di euro nei centri per l’impiego senza definire un modello di servizio efficace? Occasione per rispondere a questa domanda, da tempo al centro del dibattito tra gli addetti ai lavori, è la presentazione del Monitoraggio sulla struttura e il funzionamento dei servizi per il lavoro 2017, a cura dell’Anpal. Il rapporto è stato presentato ieri presso la sede di Unioncamere a Roma, alla presenza di alcuni tra i massimi esperti della materia, tra cui il presidente dell’Inps Tito Boeri, il presidente del Cnel Tiziano Treu, oltre a Maurizio Del Conte e Salvatore Pirrone, rispettivamente presidente e direttore generale di Anpal.

 

Come sottolineato da Pirrone, l’Anpal ha affiancato alla sua struttura amministrativa e gestionale un ampio staff di ricercatori proprio per “capire in itinere come riaggiustare la nostra azione” alla luce delle criticità emerse dagli studi. Pirrone dà subito una risposta all’interrogativo iniziale, riproposto anche dalla moderatrice Simona d’Alessio, quando afferma che le “politiche attive si cambiano nell’implementazione quotidiana e nella sinergia con gli altri enti”. E pur non tacendo le difficoltà, a cominciare dalla carenza di personale, rivendica alcuni risultati che daranno i loro frutti migliori nel futuro prossimo: lo sviluppo di Garanzia Giovani, i livelli essenziali delle prestazioni, una batteria di indicatori e di strumenti metodologici (la profilazione quantitativa e qualitativa), la partenza dell’assegno di ricollocazione, l’accordo con i patronati, presso i quali è ora possibile presentare la domanda di assegno di ricollocazione e a breve la dichiarazione di immediata disponibilità.

Il rapporto, risultato di una tecnica campionaria e di una censuaria, è stato presentato da Mafalda D’Onofrio e Roberto Landi, ricercatori Anpal. Sono emerse alcune criticità: dotazioni informatiche insufficienti, soprattutto al Sud, difficoltà nell’integrazione delle banche dati, carenza di risorse umane (l’83,5% dei Cpi considera il proprio personale insufficiente; la richiesta media è di 11 unità per Cpi) e una certa difficoltà nell’evadere le richieste più complesse. Quando infatti al carico di lavoro ordinario si sommano funzioni fortemente codificate, come la gestione delle pratiche amministrative, o altamente personalizzate, che presuppongono attività preparatorie complesse e specializzate, o attività che richiedono un rapporto continuativo con le utenze, non è più sufficiente il “mestiere” degli operatori e il peso delle criticità diventa elevato su tutto il territorio. Va detto che sebbene il personale sia a dir poco esiguo (8.869 operatori contro i 110 mila della Germania), anche la platea degli utenti non è particolarmente numerosa: circa 1 milione di visitatori nel 2016, come ricordato da Benedetta Torchia, che ha presentato il punto di vista degli utenti e la loro valutazione dei servizi. Il numero medio di visite è stato 1,33 l’anno, anche se in alcune zone del Sud si è arrivati anche a 7 visite. Il dato interessante è che su 1.346.204 servizi erogati, l’86,8% di domande è stata evasa e il tasso di soddisfazione è stato del 76,6%, anche perché i centri per l’impiego si sono rivelati per coloro che non hanno reti relazionali e sociali l’unica interfaccia istituzionale che ha potuto offrire un supporto in un ambito – come la ricerca di un impiego – in cui la dimensione umana ed empatica è fondamentale.

Tito Boeri ha sottolineato come nei paesi più avanzati non ci sia un trade-off tra politiche attive e passive ma una correlazione positiva: sono proprio i paesi che investono di più nelle seconde ad avere politiche attive più efficaci. D’altra parte non bisogna correre il rischio di investire i centri per l’impiego di compiti o attività connessi con l’obiettivo del contrasto alla povertà, per il quale sono previsti strumenti specifici. La valenza sociale dei centri per l’impiego, così come delle agenzie per il lavoro, è stata sottolineata dal presidente di Assolavoro Alessandro Ramazza, per il quale non c’è competizione ma complementarietà tra i centri per l’impiego e le agenzia per il lavoro. Paolo Sestito, economista di Banca d’Italia, ha evidenziato come sia bassa la percentuale di disoccupati che si rivolgono ai centri per l’impiego mentre fruiscono di un sussidio. Torna così il tema della complementarietà tra politiche attive e passive, in quanto le prime “servono a verificare le politiche passive. In questo senso i centri per l’impiego andrebbero messi in collegamento con i servizi sociali”. Tiziano Treu, lamentando la mancanza di investimenti finanziari e politici nei servizi per l’impiego, ha sottolineato l’utilità dei rapporti di monitoraggio proprio perché individuano criticità e fabbisogni e sono quindi preliminari a ogni richiesta di investimento mirato.

Secondo il presidente Del Conte è necessario un complesso lavoro di sinergia istituzionale tra Stato, Regioni e Anpal: “I servizi per l’impiego sono in affanno ed è necessario un rafforzamento qualitativo, di competenze e di infrastrutture. Risorse economiche aggiuntive sono necessarie ma non sufficienti. Bisogna ridefinire la missione e la governance dei servizi per l’impiego: il sistema non potrà continuare a reggersi su 21 modelli diversi, tanti quante sono le regioni; è necessario sviluppare un linguaggio comune e una rete di reciproca fiducia. I servizi per l’impiego sono centrali per lo sviluppo del Paese e cruciali anche dal punto di vista dell’inclusione sociale”.

 

Leggi il Rapporto Monitoraggio sualla struttura e il funzionamento dei servizi per il lavoro 2017
Leggi l'Exexutive Summary Monitoraggio sualla struttura e il funzionamento dei servizi per il lavoro 2017

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