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Politiche del lavoro

Politiche del lavoro 13.set.2018
Maurizio Del Conte all’Ingegneri Camp 2018: “Analisi costante del mercato del lavoro per avanzare nella giusta direzione” - VIDEO
In occasione del Congresso Nazionale, il Presidente di ANPAL ha presentato due studi sul settore ingegneristico che illustrano e profetizzano nuove tendenze tra domanda e offerta nel mercato del lavoro

Il 63° Congresso Nazionale Ordini Ingegneri d’Italia arriva in un momento particolare nella storia del Paese, ancora scosso dalla tragedia del Ponte Morandi di Genova. Ma se pure ricordi e riflessioni si moltiplicano nelle parole dei relatori che si avvicendano all’Hotel Ergife di Roma, lo sguardo globale è rivolto al futuro.  “Costruiamo la nuova classe dirigente” non a caso è il motto scelto per quest’anno.

In effetti il futuro appare meno minaccioso per chi sceglie una laurea del gruppo ingegneria (oggi è un immatricolato su cinque, più di qualunque altro indirizzo): il tasso di occupazione è tra i più elevati (93,8% a quattro anni dalla laurea), e il tempo necessario per trovare un’occupazione in media notevolmente più breve rispetto a chi proviene da altri gruppi disciplinari. Molto alti anche il livello retributivo e il numero di contratti a tempo indeterminato, ovvia conseguenza di una domanda di qualifiche ingegneristiche da parte delle aziende che nel 2017 appare in crescita (+7% rispetto al 2016), e che non si limita a proporre posizioni “ad alta vocazione”, ma che invece abbraccia sempre più settori e cariche apparentemente non coerenti con il corso di studi.
Non sorprende insomma che quasi l’80% dei laureati in ingegneria dichiari che rifarebbe senza esitazioni la stessa scelta.

Questi e altri dati emergono da due rapporti nati dal lavoro congiunto di Anpal Servizi e della Fondazione Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che fotografano la condizione attuale degli studenti e dei laureati in ingegneria e offrono numerosi spunti di riflessione per la crescita del mercato del lavoro e dell’intero sistema educativo italiano.
Il primo si concentra sull’inserimento occupazionale dei laureati del Gruppo Disciplinare Ingegneria, mentre il secondo affronta la domanda di professioni ingegneristiche in Italia.

 

 

A presentarli ufficialmente e a rispondere alle domande della platea, inviabili tramite un’apposita app, c’è il Presidente di ANPAL Maurizio Del Conte, che partecipa a un panel dedicato agli esiti occupazionali e al valore strategico della formazione assieme a Mirella Battista (HR Professional Ferrovie dello Stato Italiane), Gaetano Manfredi (Presidente CRUI) e Luciano Vasques (AD EniProgetti).

“È molto importante partire dalla conoscenza del dato” ha esordito Del Conte, spiegando perché per costruire la nuova classe dirigente la parola chiave sia formazione. “Per decenni abbiamo affrontato il problema del lavoro a spanne, con una conoscenza superficiale che non ci ha mai dato un approfondimento vero sulla composizione del mercato del lavoro. Questo ha contribuito a un impoverimento delle competenze, creando un equilibrio al ribasso tra domanda e offerta: bassa domanda di competenze elevate da parte delle imprese e bassa offerta formativa in proposito. È un equilibrio da stagnazione o da recessione.”
Le politiche del lavoro sono in realtà una macchina complessa, e affinché siano efficaci occorre ricostruire un’intera filiera che parta dall’orientamento nelle scuole e che sia in grado di rendersi conto dei cambiamenti in corso. Le ricerche – spiega Del Conte –  hanno mostrato che il mondo degli ingegneri non è più ristretto al vecchio immaginario della fabbrica, ma si è allargato a settori nuovi, come quello cinematografico e culturale.
“Non dobbiamo pensare di sapere già dove indirizzare il nostro ‘prodotto formato’, ma dobbiamo ascoltare cosa ci chiede il mercato del lavoro. Per poter competere davvero con l’estero servono poi ovviamente persone fisiche dotate di una formazione adeguata e specialistica. Ci vorrebbe anche qualche ingegnere nelle strutture delle politiche attive: professionisti che sanno mettere assieme dati, costruire algoritmi pertinenti al territorio.”

In chiusura Del Conte rilascia una battuta anche a chi chiede del reddito di cittadinanza: “Possiamo anche raddoppiare le risorse, ma se il sistema è inefficiente quadruplichiamo l’inefficienza. Le risorse devono essere l’ultima parte di una ‘ingegnerizzazione’ di un modello che diventi scalabile e industrializzabile, che permetta di capire le reali esigenze”.


Per approfondimenti e per leggere i due rapporti in formato integrale, visita lo Speciale Osservatorio

 

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