Indietro

politiche del lavoro

11.ott.2018
Firmato il protocollo d’intesa per la collaborazione tra Anpal e Collegio Nazionale degli Agrotecnici - VIDEO
L’accordo siglato permetterà di facilitare la formazione e l’inserimento lavorativo dei giovani in un settore che rappresenta un’eccellenza per il Sistema Italia

È avvenuta questa mattina, nella Sala Consiglio di Anpal Servizi, la firma di un protocollo d’intesa tra Anpal e il Collegio Nazionale Agrotecnici ed Agrotecnici laureati, pensato per favorire l’incontro tra le imprese del settore dell’agricoltura e il sistema di istruzione e formazione, nonché per facilitare la transizione verso il lavoro dei giovani studenti.

Il collegio Nazionale Agrotecnici ed Agrotecnici laureati è un ordine composto da professionisti in grado di operare a tutto tondo nella consulenza per i settori agrario, forestale e zootecnico, dell’ambiente e dell’ingegneria naturalistica, dell’alimentazione, della consulenza aziendale, della sicurezza sul lavoro e del catasto, senza dimenticare i nuovi settori del paesaggio e del verde ornamentale. L’Albo registra 13.143 iscritti, in prevalenza diplomati, ed è uno dei pochi a riscontrare un trend continuo di crescita, nonostante una crisi che non ha risparmiato neanche il mondo dell’agricoltura.

 

 

Il protocollo si inserisce nel quadro del rafforzamento del ruolo degli istituti scolastici, delle Università e degli Enti di formazione professionale/CFP all’interno della Rete delle politiche attive, e si propone due diversi obiettivi. Il primo è realizzare azioni congiunte per la promozione fra i giovani delle opportunità professionali offerte dal settore, mentre il secondo è favorire l’attivazione in qualità – da parte delle imprese – dei dispositivi della transizione scuola-lavoro (percorsi di alternanza, apprendistato, tirocinio).

“La firma della convenzione odierna tra Anpal e il Collegio Nazionale degli Agrotecnici riveste una particolare importanza per due motivi.” ha dichiarato il Presidente di Anpal Maurizio Del Conte.
“Anzitutto perché interessa il vasto bacino dell’agricoltura. È uno dei settori che ha registrato aumenti importanti negli ultimi anni, anche in termini occupazionali, e l’ha fatto accrescendo una tradizione già ricca e che ci vede protagonisti in tutto il mondo per i nostri prodotti e per la loro lavorazione, rinforzando il lavoro dipendente e contestualmente aumentando la realizzazione di nuove imprese e l’autoimprenditoria. 
E in secondo luogo perché viene favorita la cultura del paesaggio, un bene immateriale ma fondante del nostro patrimonio culturale. Un bene che deve essere valorizzato tanto come espressione identitaria quanto come eredità da trasmettere alle generazioni future. Per utilizzare al meglio le tecnologie più avanzate, e al contempo consentire la trasmissione dei saperi, è fondamentale il contributo della preparazione scolastica e scientifica e l’attivazione di diversi percorsi di alternanza.”  

Condividi l'articolo