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Sistemi informativi e servizi per il lavoro

Sistemi informativi e servizi per il lavoro 02.mar.2018
Un algoritmo prevede le aziende che assumeranno in base alle Comunicazioni obbligatorie
Anpal realizza un sistema informativo per rendere più efficace il lavoro dei centri per l’impiego

Individuare con un modello matematico le aziende che domandano lavoro sulla base dei dati amministrativi, offrendo ai servizi per l’impiego uno strumento che semplifichi il loro lavoro di intermediazione e permetta loro di affinare i servizi di marketing territoriale e delle politiche attive. In un paese come l’Italia, che sconta un ritardo storico nelle politiche attive e che solo recentemente sta cercando di recuperare il gap con gli altri paesi europei, sembra fantascienza.

Eppure è tecnicamente possibile: basta avere a disposizione un flusso di dati, elaborare un algoritmo che individui le imprese che domandano in maggiore misura lavoro e costruire un sistema informativo che sia in grado di gestire e organizzare i dati. I ricercatori e gli informatici di Anpal si sono lanciati in questa impresa e hanno presentato il loro lavoro nel seminario “Dall’analisi dei dati all’individuazione di strumenti operativi per le politiche attive del lavoro” che si è tenuto ieri nella sede centrale di Anpal Servizi.

Maurizio Sorcioni, responsabile della Divisione Knowledge di Anpal Serviziha aperto i lavori sottolineando le potenzialità dell’elaborazione dei Big data, l’insieme di delle tecnologie e delle metodologie di analisi di enormi flussi di dati generati da diversi tipi di comunicazioni (telefoniche, social network, satellitari) e dalle transazioni economiche e finanziarie, ed elaborati dalle piattaforme informatiche. La sfida dei Big data deve essere raccolta anche dalle istituzioni e da chi offre servizi ai cittadini. L’obiettivo del lavoro è stato “trasformare le Comunicazioni obbligatorie, archivi generatori di Big data, in strategie di marketing, promuovendo presso le imprese gli strumenti e le politiche che facilitino il matching domanda-offerta e il rafforzamento della qualità dell’offerta”.

Leopoldo Mondauto (Anpal Servizi) ha presentato il “modello di analisi per l’individuazione delle imprese ad elevato potenziale occupazionale”. Si tratta di un modello in grado di classificare - a partire dai dati tratti dalle Comunicazioni obbligatorie su assunzioni di nuovo personale, saldi occupazionali e capacità di assumere stabilmente in un dato periodo - le imprese in base alla probabilità di incrementare il numero di occupati l’anno successivo per tutte le regioni italiane. Il modello è di tipo “learning machine”, in grado di correggere endogenamente i parametri.

Daniela Rotolone (Anpal Servizi) ha invece presentato gli strumenti di business intelligence per lo scouting della domanda. I centri per l’impiego saranno presto in grado di accedere ad un ambiente informatico collegato al portale di Anpal Servizi attraverso il quale individuare in tempo reale le aziende e gli insediamenti in un determinato territorio che cercano un certo profilo professionale. I centri per l’impiego potranno conoscere in tempo reale le aziende con un più alto ranking occupazionale (determinato dall’algoritmo), offrendo agli utenti un servizio di intermediazione domanda-offerta di lavoro puntuale, ma soprattutto rafforzare e in molti casi costruire la propria rete con le imprese di riferimento. Si libereranno così energie per un lavoro di marketing delle politiche attive e di servizi alle imprese (incontri con l’azienda, fiere ed eventi, rilevazione dei fabbisogni di personale, collaborazione).

È possibile l’integrazione con altri sistemi informativi: il collegamento con il sistema Unioncamere consentirebbe di incorporare nel modello dati economici delle imprese (ad esempio il valore della produzione), riducendo i margini di errore, nonché di risalire direttamente alle informazioni utili (a partire dal numero di telefono) sulle imprese ad alto ranking per un immediato contatto.

Una rivoluzione. Tempi previsti di realizzazione? Il sistema è pronto, manca l’ultimo passaggio: dotare tutti i centri per l’impiego di una chiave d’accesso al sistema e offrire una formazione adeguata agli operatori dei Cpi sull’utilizzo del sistema stesso. Sempre che si vincano le resistenze al cambiamento e all’innovazione che troppo spesso hanno frenato la crescita del nostro paese, impedendogli di dispiegare pienamente il proprio potenziale.

 

 

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