Storie

Storie di successo di Navigator e Beneficiari del Reddito di Cittadinanza 

 

Diario di bordo di un Navigator
Mantova, 02/12/2019

Ogni mattina, una fetta della nostra Italia, risponde alle nostre convocazioni, si reca come da protocollo all'orario prestabilito e collabora con noi e con gli impiegati del centro per l'impiego, facendo innanzitutto un inventario delle sue competenze e mostrandosi incuriosita e partecipativa.
Storie incredibili, di vita vera, sofferta, di quelle vite in grassetto, i cui racconti sono fatti per riecheggiare nei nostri pensieri nelle ore a seguire; povertà estrema, disoccupazione di lunga durata, difficoltà a ricollocarsi in un mercato del lavoro in continua evoluzione.

Ascoltiamo narrazioni di grande disperazione, scoramento e poi un piccolo bagliore: “Grazie per avermi chiamato”. Queste sono le parole che testimoniano il percepito di uno Stato che si rende presente, che crea un contatto con il singolo, che lo segue in un percorso formativo, che vuole essere protagonista delle tappe intermedie della sua crescita personale e professionale.

Dopo ogni colloquio, dentro di noi, cresce la consapevolezza di quanto quello che stiamo vivendo sia un momento epocale, troppo importante per lasciarcelo scappare via così, senza fare nulla. Stiamo assistendo ad un grande cambiamento, ad una inversione di rotta e noi, come tanti altri attori, ci sentiamo ingranaggi di questa nuova macchina chiamata "reddito di cittadinanza".

Ci sentiamo trapezisti che fluttuano nell'aria e che si accingono con coraggio a mettere le mani su quel trapezio che si chiama "futuro". Un futuro che proveremo a costruire assieme ai beneficiari e alle aziende della nostra Italia.

Sentiamo il peso della responsabilità rispetto alla buona riuscita della manovra, ma posso dirvi che questo peso lo abbiamo fatto già nostro: è la nostra sfida, quella che ci ha lanciato il nostro Presidente Parisi, qualche mese fa in occasione del kick-off a Roma.

Ci sentiamo coinvolti in quello che è un vero e proprio cambio di prospettiva, in cui una persona torna a diventare risorsa, in cui invece di sentirsi un "peso", inizia a "dare peso" alle sue competenze, alla sue esperienze professionali, dimenticando l’attesa passiva del lavoro e abbracciandone una versione attiva.

Il posto di lavoro è quello che conta, ma per poterci arrivare è necessario anche percorrere una strada che porterà ogni percettore a sentirsi nuovamente spendibile, vendibile, ricollocabile, appetibile per il mercato del lavoro.
Noi siamo qui anche per questo.

Abbiamo la responsabilità sociale di convincere ogni beneficiario che è possibile ritornare centrali nel proprio progetto di vita e lo facciamo, cercando di essere gli occhi, la voce, le orecchie di una nazione che riparte dagli ultimi, affinchè non siano più ultimi.

Vito Volpicella
Navigator Mantova