Idee per una nuova organizzazione del lavoro. Flessibilità, produttività, equilibrio famigliare
La crisi sanitaria, sociale, economica e lavorativa che stiamo vivendo è molto più grave di quelle vissute in passato e ha un’evoluzione incerta.
 
Accanto alle ingenti risorse che si stanno mobilitando a livello europeo, nazionale e regionale per garantire un adeguato sostegno al reddito a chi ne ha bisogno e per coprire perdite e realizzare nuovi investimenti nelle aziende, c’è un’altra importante risorsa che sarà necessario mettere in campo per affrontare la difficile fase di ripresa: immaginare e costruire un modo di organizzare il lavoro e la produzione che tuteli sia la redditività dell’azienda sia l’occupazione tenendo conto che il contributo femminile è fondamentale per favorire la ripresa economica.
 
In questo contesto l’area GepOp di Anpal Servizi intende offrire il proprio contributo, fornendo alcuni suggerimenti di metodo ed esperienze per trovare soluzioni di flessibilità organizzativa per il raggiungimento di un nuovo equilibrio produttivo, lavorativo, personale e famigliare. 
 
Ci rivolgiamo soprattutto ai manager e agli imprenditori delle piccole aziende - che generalmente hanno minore accesso ad una consulenza specializzata - ma anche ai consulenti aziendali, ai consulenti del lavoro e a coloro che si trovano in questo periodo in prima linea nel sostenere le aziende nella difficile riorganizzazione per la ripresa. 
 
Facendo tesoro dell’esperienza maturata dall’Agenzia in questi anni nella promozione della flessibilità organizzativa e oraria nelle piccole e medie imprese, intendiamo condividere:
 
  1. alcuni suggerimenti di metodo, indicazioni apparentemente semplici, ma nella realtà poco praticate, soprattutto nelle piccole imprese alle prese con le incombenze della quotidianità; 
  2. schede informative sulle diverse modalità organizzative e orarie. Alcune schede richiamano esperienze e pratiche aziendali che presentano elementi utili a stimolare suggestioni e trovare soluzioni organizzative;
  3. approfondimenti su tematiche specifiche o su modalità organizzative determinate che nel corso della riapertura delle attività produttive appaiono particolarmente critiche.
Vuoi ricevere suggerimenti e consigli o hai questioni da porci su soluzioni che stai cercando di adottare? Hai trovato soluzioni che vuoi far conoscere agli altri? Scrivici e ti contatteremo.
 

Suggerimenti di metodo

1 - Incrociare le esigenze di tutti. Qualsiasi soluzione proposta dovrà venire incontro alle esigenze di lavoratori, manager e direzione aziendale, solo così si riuscirà a determinare soluzioni sostenibili e a creare un contesto favorevole al loro adattamento nel tempo. Tanti sono i fattori anche esterni all’azienda che incidono nella scelta della soluzione oraria e organizzativa da adottare. Basti pensare alla grande questione dei trasporti, alla dimensione famigliare e ai carichi di cura.
 
La consultazione coinvolge anche le associazioni sindacali se presenti in azienda. Ma è importante - soprattutto nella piccola dimensione aziendale - realizzare un confronto diretto con i lavoratori e le lavoratrici a tutti i livelli, attraverso colloqui e confronti di gruppo (a distanza e garantendo le misure di sicurezza) in cui mettere in trasparenza le esigenze dell’azienda e raccogliere le esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici.
 
2 - Ampliare il set di soluzioni per recuperare efficienza e ridurre i sacrifici. Difficile pensare ad un orario standard, valido per tutti in questa situazione. Sarà utile prevedere diversi schemi per ciascuna soluzione e modalità oraria, e individuare per ciascuna soluzione le professionalità e il numero di persone che dovranno coprire la posizione.
 
Ci potranno essere, ad esempio:
 
  • schemi di orari spezzati;
  • schemi diversificati di flessibilità in ingresso e uscita per favorire un orario di produzione più lungo; 
  • schemi di part-time in diverse fasce orarie specifiche, più critiche per la produzione; 
  • combinazioni di lavoro in presenza e smart working. 
 
Le diverse modalità dovranno rispondere alle esigenze produttive (e rispettare i vincoli sulla salute, sicurezza e distanziamento sociale), lasciando un margine di scelta ai lavoratori e alle lavoratrici di posizionarsi sulla soluzione ritenuta desiderabile anche per conciliare vita personale e famigliare.
 
L’esperienza ci ha insegnato che nel proporre diversi schemi orari più dell’80% delle persone si posiziona in modo variegato ed è necessario gestire solo alcune sovrapposizioni. 
 
3 - Distribuire più equamente possibile i sacrifici. Nel definire gli schemi orari e le modalità organizzative potranno esserci delle soluzioni più “complesse” di altre. E’ importante distribuire i sacrifici limitando e gestendo adeguatamente le situazioni di privilegio/tutela.
 
L’esperienza realizzata nelle aziende ci dimostra in molti casi che le capacità organizzative delle persone sono ampie e a volte dare per scontato che alcune categorie di persone (ad esempio, le mamme con figli piccoli) preferiscano lavorare solo in determinati orari non è sempre vero e non è sempre la soluzione migliore. Una programmazione dei turni, ad esempio, consente anche a chi ha carichi di cura di esprimere una maggiore flessibilità. La distribuzione dei sacrifici faciliterà la creazione di un ambiente di lavoro più coeso e produttivo.
 
4 - Monitorare/guidare l’applicazione delle nuove soluzioni ed essere pronti ad adattamenti. Non è detto che le soluzioni trovate - seppur ottime sulla carta - possano rilevarsi tali. I fattori da considerare sono tanti e non tutti potranno essere presi in esame con il giusto peso.
 
Sarà utile considerare momenti dedicati a condividere con i lavoratori l’andamento dell’esperienza. Inizialmente anche con cadenza quotidiana e di breve durata, per poi diradarli in momenti periodici (a cadenza settimanale, quindicinale, ecc).
 
Ciò aiuterà a guidare meglio l’applicazione, prendere per tempo i disagi e le disfunzioni rispondendo con adeguati adattamenti, tenendo conto anche dell’esperienza diretta maturata dai lavoratori e dalle lavoratrici, oltre che dai manager e dai capi di produzione. 
 
5 - Fare attenzione a non penalizzare le donne. E’ necessario adottare un approccio alla scelta della soluzione che non penalizzi, anche inconsapevolmente, le donne. Le donne in Italia hanno più difficoltà a lavorare che in altri Paesi. I dati sul carico di cura registrano un impegno anche triplo rispetto agli uomini e in questa fase rischiano di essere ulteriormente penalizzate, con scelte organizzative che potrebbero portarle ad uscire dal mercato del lavoro.
 
Nelle soluzioni da adottare è importante evitare di assumere un modello tradizionale della visione del mercato del lavoro, dando priorità al lavoro degli uomini. Per sostenere la ripresa economica c’è più che mai bisogno del lavoro delle donne.   
 

Schede informative

All’interno di alcune schede sulle modalità organizzative e orarie vengono richiamate esperienze e pratiche aziendali che presentano elementi utili a stimolare suggestioni e trovare soluzioni organizzative:
 

Approfondimenti

Il lavoro delle donne

 
…molte donne fanno lavori in settori che sono fondamentali per uscire dalla crisi. Senza il settore sanitario, senza le scuole, senza gli asili e la cura degli anziani, senza le attività commerciali, l’economia non può ripartire. Questo significa che senza le donne niente funziona!” Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen il 10 maggio scorso. 
 
In questi mesi di crisi dovuta alla pandemia da Covid-19 molte attività sono state bloccate, altre sono invece rimaste attive rivoluzionando la loro organizzazione attraverso il lavoro da casa e/o modificando l’organizzazione dei lavoratori nelle attività di produzione e di erogazione dei servizi (produzione alimentare, logistica e i trasporti, negozi e supermercati alimentari, ecc.).
 
Alcuni studiosi – analizzando gli effetti di questa rivoluzione “forzata” sul lavoro femminile - hanno evidenziato che nel breve periodo le donne stanno pagando un prezzo molto alto, in termini di:
 
  • perdita di occupazione per i settori chiusi che sono stati bloccati nelle attività, come i servizi;
  • una forte pressione per quelle occupazioni di prima linea, dove le donne sono in maggioranza (servizi sanitari); 
  • un generale maggiore impegno nelle attività di cura da combinare con il lavoro da casa.  
Tuttavia, gli studi concordano anche che nel medio periodo questa situazione porterà nel medio lungo periodo ad un’accelerazione verso una maggiore equità di genere nella distribuzione del tempo nel lavoro retribuito e di cura. La presenza dei padri/partner in famiglia - per la chiusura generalizzata delle attività economiche e sociali - ha infatti portato a una maggiore condivisione delle responsabilità di cura dei figli e della casa. 
 
 

La “flessibilità ricca” e la “partecipazione operativa” per trovare nuove soluzioni organizzative e orarie sostenibili

 
Come può un’azienda di piccole dimensioni trovare soluzioni che permettano di mantenere la produttività e consentano una piena ed equa partecipazione delle proprie lavoratrici e dei propri lavoratori?
 
La partecipazione operativa, ossia favorire coinvolgimento e scambio tra direzione aziendale, manager, lavoratori e lavoratrici è una chiave per trovare nuove soluzioni organizzative e orarie sostenibili. Consultare i lavoratori per raccogliere le loro esigenze ma anche di coinvolgerli operativamente per suggerire soluzioni che permettano di aumentare la produttività aziendale e di migliorare i processi di lavoro. Il contesto in cui si realizza la produzione è cambiato, i vincoli al distanziamento sociale e le difficoltà personali e famigliari dei lavoratori e delle lavoratrici richiede di mettere in campo creatività e disponibilità da parte dei diversi soggetti che sono direttamente coinvolti nella ripresa delle attività. 
 
Sulle modalità di coinvolgimento dei lavoratori e delle lavoratrici vi suggeriamo questo approfondimento dove troverete anche tre video che raccontano esperienze realizzate in piccole imprese. 
 
La flessibilità ricca consente di produrre un gioco a somma positiva, dove tutti trovano soddisfazione alle proprie esigenze: l’imprenditore riesce a mantenere alta la produttività, i lavoratori e le lavoratrici riescono a mantenere il posto di lavoro e a gestire gli impegni famigliari e personali, i clienti/utenti sono soddisfatti dei prodotti e dei servizi offerti.
 
In aziende piccole o grandi, le soluzioni organizzative e orarie sostenibili devono quindi presentare 3 principali caratteristiche:
 
  • essere funzionali alle esigenze di produttività e di redditività aziendali (quindi coerenti con i picchi e i flessi di vendita, con la gestione dei flussi di produzione, con la gestione del magazzino, ecc.);
  • lasciare un margine di autonomia di scelta dell’orario/luogo di lavoro ai lavoratori e alle lavoratrici;
  • essere neutrali dal punto di vista di genere.
Se una misura risponde a queste tre caratteristiche è per definizione:
 
  • una misura che consentirà di incrementare la produttività;
  • una misura che faciliterà la condivisione delle responsabilità di cura per padri e madri che lavorano in azienda;
  • una misura che consentirà la conciliazione in generale con le diverse sfere della vita per uomini e donne, giovani o lavoratori maturi, per chi ha carichi di cura e per chi non ne ha.