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Apprendistato

Apprendistato 28.nov.2019
A Job Orienta il punto sull’apprendistato di primo livello: l’esperienza del Piemonte
Nella prima giornata focus group sulla sperimentazione avviata in collaborazione con Anpal Servizi
Alcune Regioni sono state delle autentiche pioniere nel portare avanti la riforma dell’apprendistato e più in generale l’alternanza scuola-lavoro. Una di queste è stata sicuramente il Piemonte, tra le più attive nel realizzare percorsi di apprendistato di I livello, rivolti cioè a giovani di età compresa tra 15 e 25 anni che alternando istruzione in aula e formazione on the job possono conseguire un diploma professionale o di istruzione secondaria superiore.

Il 28 novembre a Verona, nella prima giornata di Job Orienta, si è svolto il focus group “Quali soluzioni organizzative per l’apprendimento nelle scuole?” nel corso del quale sono stati presentati i risultati dell’indagine di monitoraggio che la Regione Piemonte ha commissionato ad Anpal Servizi nell’ambito della sperimentazione avviata dalla Regione e realizzata con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale e della stessa Anpal Servizi. L’obiettivo del focus è stato non solo verificare l’andamento della sperimentazione, ma identificare un modello riconoscibile a livello istituzionale e condivisibile con altre Regioni. Ad Anpal Servizi arrivano infatti richieste da parte di altri territori di potersi confrontare con le Regioni all’avanguardia in questo campo. 

In base alle risposte ad alcuni questionari somministrati a maggio 2019 studenti e famiglie hanno avuto modo di sottolineare alcune criticità che sono emerse sulla loro pelle in questi anni in cui – inevitabilmente, proprio perché parliamo in pratica di esperienze pilota - molti aspetti organizzativi devono consolidarsi. Poco meno della metà degli studenti interpellati ha sottolineato la difficoltà nel recuperare le lezioni scolastiche e le verifiche dopo aver svolto l’attività di apprendista in azienda, un collegamento non soddisfacente tra argomenti trattati in aula e sul luogo di lavoro, mentre migliore è stata la risposta sulla verifica della formazione in azienda. Più della metà delle famiglie ha messo in evidenza le difficoltà connesse al recupero delle lezioni scolastiche, al carico complessivo degli impegni, alla conciliazione dei tempi di studio e di lavoro. I giudizi delle famiglie sono più positivi in presenza di una “regia” forte della scuola, che svolgerebbe un ruolo di garanzia proprio di fronte a queste criticità.

Nella seconda sessione, con il supporto dei tutor scolastici, sono stati individuati i fattori che hanno influito sulle valutazioni dei diversi target destinatari dei questionari rispetto alle strategie e alle soluzioni adottate per l’organizzazione dei percorsi di apprendistato. L’indagine ha toccato gli ambiti della progettazione, gli aspetti organizzativi e la funzione tutoriale.

Ma il focus è stato soprattutto un’occasione di confronto tra i tutor scolastici di diverse scuole convenuti per esprimere le criticità emerse in questi primi anni di sperimentazione e individuare insieme possibili soluzioni. Sono emerse soprattutto le difficoltà legate a un ordinamento ancora rigido per quanto riguarda verifiche ed esami, mentre un percorso di alternanza tra scuola e lavoro impone massima flessibilità a studenti, famiglie e scuole. Tali criticità saranno analizzate e affrontate anche da un organismo tecnico di apprendistato, un tavolo istituzionale a cui partecipa anche Anpal. Di sicuro è emerso il bisogno delle scuole di uscire dalla logica della sperimentazione e di poter contare su un contesto più strutturato e un quadro normativo più stabile. La passione e l’entusiasmo di questi insegnanti piemontesi – come di altri del resto del Paese - che hanno accettato la sfida di mettersi in gioco e di fare da apripista dell’alternanza scuola-lavoro per favorire il futuro professionale dei loro studenti meritano un sostegno istituzionale a tutti i livelli.
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