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Il progetto “Ci sto? Affare fatica!” mette i giovani marchigiani al lavoro

Volontariato giovanile 30.lug.2020
Il progetto “Ci sto? Affare fatica!” mette i giovani marchigiani al lavoro
Quattordici comuni delle Marche hanno aderito al progetto di durata biennale e finanziato dalla Regione
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Ancona, Osimo, Jesi, Pesaro, Fano, Fossombrone, Porto San Giorgio, Fermo, Pergola, Ascoli, San Benedetto, Recanati, Macerata e Camerino sono i 14 Comuni marchigiani che hanno aderito al progetto “Ci sto? Affare fatica!”, di durata biennale, finanziato dalla Regione e coordinato dal Centro servizi per il volontariato Marche.

I giovani partecipanti sono già impegnati in un’azione collettiva di cura dei beni comuni e di cittadinanza attiva che si protrarrà nelle prossime settimane con lavori che spaziano a seconda del Comune interessato, vanno dalla tinteggiatura di beni pubblici alla sistemazione dei giochi nei parchi.

Le iscrizioni sono aperte sul sito www.cistoaffarefatica.it per i ragazzi, dai 16 ai 21 anni, che con la guida di giovani tutor saranno impegnati in azioni di cittadinanza attiva per la cura e valorizzazione di beni e spazi pubblici. Al termine di ogni settimana saranno ricompensati con appositi “buoni fatica” del valore di 50 euro spendibili nei negozi convenzionati, abbigliamento, spese alimentari, libri scolastici e di lettura, sport e tempo libero e materiale informatico.

I ragazzi saranno impegnati dal lunedì al venerdì con orario 8.30-12.30 e possono scegliere di partecipare per una o più settimane e quindi, in base alle adesioni pervenute, saranno formate squadre composte da dieci giovani ciascuna.

A Jesi, ad esempio, le attività prenderanno il via lunedì 3 agosto. A ogni squadra sarà assegnato un giovane tutor e un handyman, un volontario adulto con competenze artigianali, che saranno impegnati a moduli settimanali (una o più settimane a scelta) affrontando insieme le mansioni assegnate, che si svolgeranno prevalentemente all’aria aperta e nel rispetto delle misure per la sicurezza sanitaria (mascherine, distanziamento, igienizzazione mani, sanificazione oggetti e spazi), in ottemperanza alle linee guida per la gestione in sicurezza di attività per bambini e adolescenti emanate dal Dipartimento politiche per la famiglia.

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