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Job&Orienta 2019

Job&Orienta 2019 29.nov.2019
Job&Orienta 2019 - L'Atlante Lavoro
Nel pomeriggio di giovedì torna l'occasione di parlare di Atlante Lavoro, uno strumento sempre più utilizzato nelle politiche per l'occupazione

Quando a Job&Orienta arrivano le tre di pomeriggio, il clima si fa più rilassato. Buona parte dei ragazzi è già andata via, i paninari hanno ormai dato fondo alle loro scorte, e per i padiglioni si circola con facilità. Non è un caso quindi che il pomeriggio sia la cornice ideale per approfondire, nei numerosi convegni istituzionali, alcune delle tematiche più interessanti che attraversano il variegato mondo del lavoro.

Così, in Sala Puccini, si torna a discutere di Atlante Lavoro, la mappa dettagliata del lavoro e delle qualificazioni realizzata dall’INAPP a partire dal 2013, al termine di un lavoro di ricerca-intervento a supporto di un gruppo tecnico costituito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dall’ANPAL, dal Coordinamento delle Regioni e dalle Regioni.

A tenere le redini dell’incontro, e a presentare l’Atlante a chi non lo conoscesse, è Paola Nicastro, Direttore Generale dell’INAPP. L’Atlante Lavoro descrive i contenuti del lavoro in termini di attività (task, compiti,ecc.) e dei prodotti e servizi potenzialmente erogabili nello svolgimento delle stesse, il tutto attraversando 23 settori economico produttivi e un settore Area comune, ulteriormente descritti per Processi, Sequenze di processo e Aree di Attività. Si tratta di uno strumento dalle enormi potenzialità per le politiche attive, uno strumento che va reso fruibile e utilizzabile da tutti, per facilitare il disegno delle politiche del lavoro e per verificare in un momento successivo l'implementazione delle stesse.

Le fa eco Luigi Bobba, esperto delle politiche del lavoro e della formazione professionale: viviamo in un tempo di transizioni continue, transizioni che devono essere gestite senza perdere di vista da dove si parta e dove si arrivi, i rischi, i problemi e le potenzialità. Uno strumento efficace per le transizioni è del tutto imprescindibile in un mondo ormai globalizzato, nel quale lavoro e professioni hanno seguito lo stesso trend. In questo contesto di somma frammentazione globale, le professioni prendono configurazioni nuove, e c’è quindi bisogno di fare ordine. L’Atlante si propone di farlo attraverso un linguaggio comune (ovviamente approssimato), con il quale tenta di codificare professioni e competenze connesse l'una con l'altra.

Il terzo a prendere la parola è Eugenio Gotti, Vice Presidente Esecutivo di PTSCLAS, che sottolinea come l’Atlante Lavoro abbia raggiunto un punto di maturità importante, avendo acquisito una struttura indiscussa, in grado di fare da punto di riferimento condiviso fra le Regioni. Questo è possibile anche grazie al rapporto con l’Atlante delle Qualificazioni, ossia tutti i repertori regionali che oggi, dopo anni di sviluppo, sono diventati punti di riferimento per la formazione e la validazione. Tutti hanno da guadagnare dalla definizione di una base comune, e infatti già oggi l'Atlante Lavoro sta diventando un riferimento anche per attività fuori dal Decreto Legislativo 13/2013. 

A chiudere la prima parte dell’incontro è Giovanni Bocchieri, Consigliere di amministrazione INAPP, che si concentra sul progressivo sviluppo di forme di duale nella scuola italiana: vie diverse, ma accomunate dal fattore comune di ricongiungere formazione e impresa, scuola e lavoro. La filiera professionalizzante non dovrebbe essere parallela all’istruzione: si dovrebbe invece pensare a un modello come quello tedesco, nel quale prima si diventa apprendista e poi ingegnere, anche grazie a un sistema scolastico che consente di iniziare subito un apprendistato al termine della scuola dell’obbligo. “L’Atlante non risolve tutti i problemi, ma allo stato attuale è il migliore dei mondi possibili”.

La seconda parte dell’incontro è necessariamente più tecnica. Al tavolo salgono quattro esperti dell’INAPP, con il compito di presentare risultati ed entrare nelle specifiche dello strumento.
L'Atlante descrive i lavori secondo caratteristiche singole, ed è quindi utile alle imprese per circostanziare le loro necessità, agli enti di istruzione per promuovere le proprie attività e alle singole persone per raccontare cosa fanno e delineare il proprio futuro.
L'Atlante ha compiuto lo sforzo di trovare le parole descrittive giuste per rendere l'idea di cosa sia il nuovo lavoro, e l’ha fatto trattandolo come un flusso. Questo approccio è necessario per non perdere di vista competenze che passerebbero inosservate se si guardasse alla risorsa che le possiede come a una singolarità: per fare un esempio, anche se non salta subito all’occhio, anche il portiere di uno stabile fa parte del circuito della grande distribuzione.
Appena sotto un mondo come il nostro, nel quale le condizioni della domanda di lavoro sono complesse, e i profili si moltiplicano e si fondono (e soprattuttosi traducono in inglese), le attività vere e proprie sono in realtà molto meno. La scomposizione delle attività operata dall'Atlante consente di descrivere la realtà in maniere difficilmente immaginabili a priori, permettendo di creare accostamenti del tutto ragionevoli, ma allo stesso tempo assolutamente insoliti.
L'incontro si è chiuso con una dimostrazione dell'utilizzo dell'Atlante per affrontare la tematica dei green jobs.

Scopri di più sui numeri e sulle specifiche dell'Atlante

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