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Job&Orienta 2019

Job&Orienta 2019 29.nov.2019
Job&Orienta 2019 - Uno sguardo ai più giovani (Video)
Senza di loro, in questi giorni la Fiera di Verona sarebbe un deserto. Ma cosa cercano qui i giovani? E come si fa a catturare la loro attenzione?

La ventinovesima edizione di Job&Orienta, la più grande mostra-convegno nazionale su orientamento, scuola, formazione e lavoro è sicuramente l’occasione migliore per gli addetti ai lavori di “fare il punto”, ma resta prima di tutto un grande evento dedicato ai ragazzi, specie a quelli in procinto di scegliere dove indirizzare il proprio futuro.

Come ogni anno, Verona si prende il palcoscenico per tre giorni, e si prepara ad accogliere migliaia di visitatori. L’immagine più vivida di questo impegno è il dipendente del trasporto pubblico che in stazione si sgola per indirizzare i viaggiatori verso un autobus alternativo, che – promette – va altrettanto bene per la Fiera, e li lascerà a solo un paio di minuti di distanza.

All’interno, un fiume di gioventù dilaga per i padiglioni, il centro congressi e le aree esterne. Ovviamente, come è fisiologico, qualcuno preferisce bivaccare stancamente in attesa che la propria classe decida di averne avuto abbastanza, magari concedendosi un hamburger o delle patatine fritte, l’insolita colazione. Ma non sono molti. Assai meno di quelli che girano per gli stand a fare domande, a provare esperienze, a scoprire occasioni.

Ma cos’è che cercano i ragazzi? Cosa interessa loro veramente?
Una risposta “giusta” avrebbe bisogno di numeri e rigore scientifico, ma anche solo fermando qualcuno di loro per scambiare due parole, e soprattutto osservando come si muovono e dove vanno, è possibile fare una riflessione, e da questa trarre delle indicazioni utili, magari qualche idea per sviluppare una strategia comunicativa in grado di raggiungerli.

 

 

Ecco quindi la Top 10 degli spazi più affollati dai giovani a Job&Orienta 2019:
 
1) Università
È una buona notizia. Fedeli all’immortale legge del marketing per la quale al tuo cane non interessa il packaging dei croccantini che gli dai, le università offrono, senza bisogno di fronzoli, il prodotto più allettante per un giovane in procinto di terminare le scuole superiori, e i loro spazi sono continuamente attorniati da ragazzi che vogliono saperne di più. Alcuni sono venuti tramite la scuola, ma c’è perfino chi ha affittato autonomamente un pullman per essere qui. Alcuni hanno le idee già chiare e altri no, ma di certo molti torneranno a casa con una consapevolezza diversa.

2) Esperienze dirette
Far fare qualcosa è forse il miglior modo per trasferire nozioni e per attirare l’attenzione. Chi ha la possibilità di coinvolgere i ragazzi in un’attività appariscente, in un’applicazione pratica, in un’esperienza tecnologica (soprattutto operatori sanitari, forze dell’ordine et similia), ha una fila senza fine al proprio stand.

3) Esperienze indirette
La pratica vince ancora sulla teoria, anche se il ragazzo ne diventa solo “cavia”. Ma se è l’occasione per assaggiare qualche manicaretto, o per farsi curare il trucco o l’acconciatura, la cavia è ben contenta di mettersi a disposizione.

4) Giochi
Nella maggior parte dei casi i giochi non hanno alcun tipo di collegamento con il prodotto formativo o lo sbocco lavorativo che viene proposto, ma chi allestisce un canestro, una porta da calcio, o anche solo un videogame, consegna il suo flyer con molta più facilità. 

5) Gadget
Ogni fiera che si rispetti è una grande occasione per procurarsi uno shopper e riempirlo di gadget. Dalla semplice matita logata fino al tenero peluche Sleepy, avere dei gadget aumenta sostanzialmente il traffico verso il proprio spazio.

6) Oratori
Le malelingue diranno che un vero posto a sedere nel marasma collettivo è un tesoro prezioso, ma sarebbe fare un torto alla potenza dell’amplificazione e alla bravura di chi riempie senza problemi la propria mini “area congressi” nei padiglioni.

7) Stand “generici” con vocazione straniera
Forse non hanno un nome immediatamente allettante, ma per chi promette corsi di lingue o soggiorni all'estero, l'attenzione generale è sicuramente maggiore. Da un lato è una cosa positiva: alleviamo cittadini del mondo. Dall'altro invece ci prepariamo (come ogni anno) a perdere molti di loro dopo la laurea.

8) Stand "generici" ma allettanti
Non è immediatamente chiaro che cosa offrano, ma una scelta di allestimento colorata, una scenografia particolare o un nome come "Genio in 21 giorni" possono catturare lo sguardo con maggiore facilità.

9) Sale congressi
La maggior parte dei ragazzi che arriva nella zona congressi (non la totalità, questo va detto) è lì per un motivo preciso, di solito presentare un progetto, una performance, una storia. Ma non è strano, né tantomeno sbagliato: il PalaExpo è dove si svolge il grosso del confronto fra gli operatori del mercato del lavoro, e Job&Orienta è un appuntamento importante anche per loro.

10) Sigle e nomi generici
"Cos'è il [Ometto il nome, ma è la sigla di un ente pubblico estremamente famoso]?!?" si chiede con tono sinceramente perplesso un ragazzo che mi passa accanto nel padiglione, come se avesse invece letto "Azathoth" o qualcosa del genere.
Probabilmente un po' è colpa sua e un po' non lo è. Magari basterebbe "esplodere" l'acronimo per rendergli imemdiatamente chiaro di cosa si tratti, e perché no, farlo accostare per vedere se c'è qualcosa per lui.
Non è mai facile capire come raggiungere i più giovani, e riuscirci in un contesto tanto grande e dispersivo come Job&Orienta è ancora più complesso. La sfida per gli operatori della rete delle politiche del lavoro si gioca anche qui: gettare un ponte tra loro e i ragazzi, senza snaturare la forma e la natura del loro operato.

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