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Transizione scuola-lavoro

Transizione scuola-lavoro 30.nov.2019
Alla Job Orienta ci si occupa di orientamento dei giovani con background migratorio
Nella seconda giornata di Job Orienta è presentato il Manifesto delle Nuove generazioni di CONNGI

“Lei da dove viene?” mi chiese il professore. “Io vengo da San Lazzaro” risposi io. “Sì, ma da che Paese?” insistette il professore”. “Fu solo allora che io, giovane maturando figlio di immigrati pakistani ma residente in Italia sin da quando avevo cinque anni, capii di non essere italiano. Lo capii quando l’insegnante mi chiese il colore del mio passaporto. Io a 19 anni pensavo di essere italiano, invece ero cittadino pakistano”.

Questo episodio illustra bene la situazione di straniamento di tanti giovani che - volgarmente e impropriamente – sono etichettati come “immigrati di seconda generazione” ma che è più corretto chiamare “giovani con background migratorio”. È la “generazione involontaria” di cui parla Tahar Ben Jelloun: coloro che si trovano a essere migranti senza averlo deciso e talvolta senza nemmeno aver migrato. Giovani che, spesso vittime di pregiudizi e condizionamenti di genitori, insegnanti e compagni di strada, devono lottare duramente per affermare la propria identità e quindi “chiarirsi le idee su cosa fare nella vita” e trovare la loro strada.

Quel giovane maturando si chiama Ali Tanveer, è diventato anche lui un insegnante ed è ora membro del consiglio direttivo del CONNGI, Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane, nato nel 2016 come rete di associazioni che avevano risposto due anni prima a una call pubblica lanciata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul Portale Integrazione Migranti. Ali Tanveer ha presentato il 29 novembre a Verona, nella seconda giornata di Job Orienta, il Manifesto delle nuove generazioni italiane 2019, a cura di CONNGI.

L’incontro, dal titolo Giovani con backround migratorio tra scuola e lavoro: il “Manifesto delle nuove generazioni italiane”, a cura di DG Immigrazione Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Anpal Servizi, ha affrontato il problema dell’orientamento di questi giovani. 
I giovani con background migratorio hanno bisogno di un orientamento e un accompagnamento più mirati: il manifesto propone la promozione di una formazione specifica dei docenti rivolta alla gestione di classi multiculturali, il potenziamento delle azioni di sostegno scolastico, psicologico e di mediazione linguistico-culturale, un maggiore coinvolgimento delle famiglie e la costruzione di un sistema integrato di orientamento e di transizione scuola-lavoro.

Ma soprattutto – ha detto Ali Tanveer – “bisogna riconoscere che la diversità è un’opportunità. Bisogna percepire e credere nella diversità”. Se c’è questa consapevolezza, si aprono opportunità di lavoro grandi e importanti. Ali Tanveer ha fatto l’esempio del commercio con l’estero nella manifattura: le imprese che esportano in mercati di paesi emergenti o di recente industrializzazione non possono prescindere da esperti in mediazione culturale. I giovani con background migratorio potrebbero essere i migliori candidati a svolgere questi ruoli quando il paese importatore è il loro paese di origine. 

 

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