Indietro

Cruscotto lavoratori socialmente utili

Lavoratori socialmente utili 03.dic.2021
Aggiornato il cruscotto degli Lsu, in una nuova veste grafica
Dal 2000 i lavoratori socialmente utili usciti sono 37.387, di cui 23.457 stabilizzati
Cruscotto lavoratori socialmente utili

Anpal Servizi rinnova la veste grafica del cruscotto dei lavoratori socialmente utili (Lsu), con l’obiettivo di offrire un servizio informativo migliore a tutta la rete dei servizi per l’impiego.
Il cruscotto consente infatti una lettura disaggregata per provincia del numero degli Lsu attivi, sospesi e di quelli che hanno completato il percorso, specificandone l’esito (assunzione, pensionamento ecc.). A sua volta i dati sono disaggregabili in base alle caratteristiche anagrafiche, al titolo di studio, alla mansione o al settore di appartenenza.

I lavoratori socialmente utili sono figure professionali istituite con l'obiettivo dichiarato di offrire un'attività con fine di pubblica utilità ai lavoratori temporaneamente sospesi che percepiscono sussidi di disoccupazione, mobilità, cassa integrazione guadagni straordinaria.

Secondo il cruscotto di Anpal Servizi aggiornato al 15 novembre 2021, dal 2000 sono 37.837 i lavoratori usciti, il 65,3% uomini, il 34,7% donne. Il 62,7% (20.518) di loro è stato stabilizzato, il 13,8% è uscito con incentivo. Caserta è la provincia con il record di Lsu usciti (3.277, cioè l’8,8% di tutti gli usciti).

Le cause più frequenti di uscita sono l’assunzione a tempo indeterminato presso l’ente utilizzatore (21,2%), il pensionamento (16,9%), l’assunzione a tempo indeterminato presso impresa o cooperativa esternalizzata (14,6%). L’età media è stata 59,1 anni. Nel 2021 sono usciti 2126 Lsu (erano 1098 nel 2019 e 2214 nel 2020). 

I lavoratori socialmente utili attivi nelle regioni convenzionate con il Ministero del Lavoro (Basilicata, Calabria, Campania, Lazio Puglia, Sardegna,) sono 1473, di cui 311 sospesi. In maggioranza gli attivi sono uomini (57,1%), l’età media è 59,9 anni per gli uomini e 57,5 per le donne, il 41,6% ha la licenza media inferiore, sono per lo più operai generici (19,8%) e attivi nel settore dell’ambiente e della tutela della salute (55,1%).
La provincia che registra il maggior numero di Lsu attivi è quella di Napoli (520). In Campania si concentra il 54,6&% di tutti gli Lsu attivi sul territorio nazionale.

I 311 lavoratori sospesi sono concentrati in Calabria (87,1%).

Condividi l'articolo