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JOB&Orienta 26.nov.2020
ITS e atenei: obiettivo sinergia con Anpal Servizi nel ruolo di facilitatore
Confronto ad un tavolo tecnico a JOB&Orienta
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Accelerare il dialogo tra ITS e atenei per realizzare una collaborazione che persegua un solo obiettivo: una migliore occupabilità dei giovani e una risposta urgente al fabbisogno delle imprese. In quest’ottica Anpal Servizi è chiamata a svolgere il ruolo di facilitatore e per questo ha riunito i rappresentanti di entrambe le parti attorno al tavolo tecnico “ITS e lauree a orientamento professionale: una sinergia urgente” organizzato nell’ambito di JOB&Orienta digital edition.

“La sinergia evocata – sottolinea Raffaella Croce, Responsabile Area Transizioni Anpal Servizi -si basa su un presupposto di reciproche convenienze che in prospettiva aiuti i giovani a superare le difficoltà nella scelta formativa”. Difficoltà che riflettono le criticità di uno scenario che, come ricorda Franco Chiaramonte, esperto di politiche del lavoro, “è contraddistinto da una bassa partecipazione alla formazione terziaria dei giovani, una forte difficoltà delle imprese a reperire profili tecnico specialistici, un diffuso fenomeno di abbandono dei percorsi universitari che arriva al 25%. Per questo è quanto mai necessario potenziare l’offerta formativa terziaria senza rendere competitivi gli attori in gioco”.

Un auspicio che trova la prima pratica applicazione con l’annuncio dato da Ivana Morando che, in rappresentanza della Regione Piemonte, riferisce che proprio “domani sarà approvato in giunta il protocollo d’intesa che mira a fare chiarezza sull’offerta formativa facendo leva sulla condivisione con gli ITS, gli atenei piemontesi e l’Ufficio scolastico regionale. Una sinergia per lo scambio delle migliori pratiche e il sostegno coordinato dei sistemi attraverso la condivisione della programmazione”. Un tentativo concreto di collaborazione che, secondo Giuseppa Antonaci, presidente ITS turismo Puglia, “deve far leva sulla responsabilità dei soggetti protagonisti della coprogettazione che eviti confusione nei giovani alle prese con la scelta dell’offerta formativa. La dimensione sociale dell’apprendimento deve corrispondere alla multidimensionalità delle competenze”. Carmine Meoli, Docente di Economia Aziendale Università del Sannio, esalta il ruolo degli ITS che “in una società orientata a un saper fare immediato riescono ad offrire una formazione maggiormente adeguata grazie anche ad uno stretto contatto col mondo delle imprese. Il successo occupazionale dell’85% ne è una riprova”.

Alessandro Mele, presidente dell’Associazione Rete Fondazioni ITS Italia, auspica un “forte cambiamento di metodo partendo dalla domanda per corrispondere ai bisogni che si cerca di intercettare. Occorre invertire la logica che porta a ragionare in termini di offerta e così creare competenze abilitanti spendibili sul mercato del lavoro. Una sfida che precede la pandemia e che si innesca con l’impatto delle nuove tecnologie che ora porta a parlare di Industria 5.0”. Concetto condiviso anche da Nicola Modugno, Direttore ITS Umbria Academy e rappresentante della rete meccatronica, che riferendosi ai fabbisogni delle imprese parla di “nuova architettura dell’organizzazione”.

Di sfida culturale oltre che economica parla Sonia Carmignani, Pro-Rettore Vicario e Delegato del Rettore alla didattica Università di Siena, che auspica uno scenario di collaborazione nel quale “la dialettica  dovrà svolgersi in modo sinergico in una visione non miope ad esclusivo vantaggio dei giovani”. Per Giuseppe Romaniello, Direttore Generale Università della Basilicata, occorre “abbandonare l’idea che la professionalizzazione parla solo al mondo dell’industria. Bisogna provare a costruire percorsi per competenze che possano arricchirsi fino al conseguimento del titolo”. 

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