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Le Regioni tra tutela della salute dei dipendenti e prestazione dei servizi

Lavoro Agile 08.apr.2020
Le Regioni tra tutela della salute dei dipendenti e prestazione dei servizi
Smart working: negli uffici delle Regioni il lavoro è già agile
lavoro agile
L’emergenza Coronavirus ha cambiato le dinamiche di una buona parte del mondo del lavoro, con l’utilizzo sempre più marcato degli ausili informatici. Il rischio epidemiologico ha introdotto nel nostro Paese, ma non solo qui, una piccola rivoluzione sociale e culturale che ha dato una forte spinta al lavoro da casa, velocizzando in maniera impressionante il processo che probabilmente sarebbe avanzato faticosamente.
Questa piccola “rivoluzione” arriva proprio dalle amministrazioni pubbliche, in particolare dalle Regioni che, da quando è scattata l’emergenza, hanno deciso di adottare una strategia innovativa per consentire di lavorare in modalità agile al maggior numero possibile di dipendenti.
 
Ecco una veloce e schematica ricognizione dei provvedimenti adottati dalle singole Regioni per l’implementazione del lavoro agile:

La Regione Abruzzo ha adottato quattro circolari che trattano di modalità flessibili di svolgimento dell’attività lavorativa. La circolare n. 1 del 5 marzo 2020 contiene il percorso e le modalità di svolgimento e gli strumenti per l’applicazione del lavoro agile, nonché l’individuazione dei soggetti cui è consigliata tale modalità. A tutti i dipendenti viene concesso lo svolgimento dello smart working per tre giorni lavorativi settimanali. La circolare n. 2 del 10 marzo 2020, integrando la precedente, amplia i giorni lavorativi settimanali in cui è possibile avvalersi della modalità agile da tre a quattro. La circolare n. 3 del 12 marzo 2020, superando le precedenti e recependo quanto contenuto nel DPCM 11 marzo 2020, rende in via ordinaria la prestazione lavorativa in forma agile. La medesima circolare prevede la possibilità di individuazione, da parte dei Direttori, delle attività indifferibili o delle attività che non possono essere rese in forma agile. Con la successiva Circolare del 25 marzo 2020 vengono forniti ulteriori integrazioni e chiarimenti.

La Regione Basilicata ha adottato due circolari con le disposizioni operative per fronteggiare l’emergenza sanitaria. La circolare del 6 marzo 2020 ha accolto le misure organizzative per la richiesta di collocamento in lavoro agile. Con la circolare successiva del 12 marzo 2020 è stata prevista la modalità di lavoro agile per la quasi totalità dei dipendenti e, al contempo, ha sostenuto la fruizione da parte dei lavoratori del periodo di congedo ordinario.

La Provincia Autonoma di Bolzano, con le Circolari n.3, n.4, e n.5 del 2020 del Direttore generale del Personale, ha provveduto ad introdurre su larga scala la regolamentazione del lavoro agile per i dipendenti. L’Ordinanza urgente, n. 10/2020, del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, recependo integralmente il contenuto del DPCM 11 marzo 2020, rende in via ordinaria la prestazione lavorativa in forma agile.
 
La Regione Calabria, con le Note del 9, del 10 e dell’11 marzo  2020, ha provveduto ad istituire ed estendere la modalità di lavoro agile quale forma ordinaria dell’attività lavorativa.  Con la Circolare del 24 marzo 2020, si è provveduto ad aggiornare le precedenti Note, in considerazione del D.L. 17 marzo 2020 n.18.
 
La Regione Campania, con la deliberazione del 4 marzo 2020, ha attivato – in via sperimentale – il lavoro agile ed approvato le linee guida per la disciplina dello stesso. Con il Decreto presidenziale del 10 marzo 2020 è stata autorizzata l’attività lavorativa in forma agile per tutti i dipendenti, precisando che la presenza fisica nella sede di lavoro fosse espletata solo nei casi in cui non fosse possibile la modalità in forma agile. Le circolari del 12 e del 13 marzo 2020 estendono a tutti i lavoratori la forma di lavoro agile. Con il successivo Decreto presidenziale del 23 marzo 2020 è stato prorogato, fino a cessata emergenza, il precedente Decreto del 10 marzo 2020 fino a cessata emergenza, disponendo la presenza di un’unità di personale negli uffici al fine di garantire la funzionalità dei servizi indispensabili. Sono stati forniti, inoltre, ulteriori chiarimenti con le Circolari del 18, del 23 e del 27 marzo, attivando, inoltre,una infrastruttura informatica tale da rendere  in smart working tutte le attività amministrative della Regione.

La Regione Emilia-Romagna, con la Delibera n. 940/2019, ha provveduto a regolamentare l’accesso al lavoro agile. A seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, l’Amministrazione regionale ha adottato specifiche misure finalizzate ad incentivare il massimo l’utilizzo del lavoro agile per garantire continuità ai servizi. Con la Circolare del 2 marzo 2020, aggiornata a cadenza settimanale, sono state adottare specifiche disposizioni, estendendo le giornate di lavoro agile e di telelavoro ordinarie nonché adottando modalità di lavoro agile straordinarie.

La Regione Friuli Venezia Giulia, con la Circolare n.3/2020 del 6 marzo 2020, ha provveduto ad adottare le indicazioni per l’utilizzo dei giustificativi di assenza fruibili e del lavoro agile per tutti i dipendenti regionali. Successivamente è stato aggiornato l’allegato 2 della circolare 3/2020 con la possibilità di poter richiedere il lavoro agile a disposizione di tutti i dipendenti. Il 12 marzo 2020, le Direzioni regionali hanno comunicato ai dipendenti l’assegnazione dei pc portatili e il riepilogo delle modalità possibili di lavoro agile, fornendo anche la possibilità di trasferire il pc dall’ufficio al proprio domicilio, se necessario.

La Regione Lazio, con le Note del 28 febbraio, del 3 e del 6 marzo 2020 ha provveduto ad adottare le misure organizzative per la modalità di lavoro agile. Con la Nota del 12 marzo 2020 è stato previsto che la modalità di lavoro agile sia quella ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa, individuando, tuttavia, le situazioni eccezionali e le attività da esercitare in presenza. Con il successivo Atto di organizzazione del 15 marzo 2020, integrato con il susseguente Atto del 18 marzo 2020, la Regione ha provveduto ad individuare il personale che deve rendere attività in presenza. Con la Nota del 18 marzo 2020 infine ha fornito indicazioni agli smart worker distribuendo informativa in materia di salute e sicurezza.

La Regione Liguria ha provveduto a fornire indicazioni a tutti i dipendenti regionali, emanando  comunicazioni consecutive del 25/02, 28/2, 06/03, 13/03 e circolari del 05/03, 06/03, 24/3. Tali documenti hanno illustrato ai dipendenti le procedure straordinarie per la richiesta dell'attivazione dello smart working emergenziale e hanno altresì fornito le modalità organizzative e tecniche da adottare per lo svolgimento del lavoro in remoto. In generale, le giornate in lavoro agile sono state estese a 5 giorni la settimana per le attività ordinarie o comunque per tutte le attività gestibili in smart working. Per quanto concerne le funzioni essenziali legate alla gestione dell’emergenza sono stati previsti presidi fisici, ove possibile a rotazione. Per le attività non gestibili in modalità agile e non essenziali è stato chiesto ai dipendenti di fruire di ferie, recuperi, congedi.
 
La Regione Lombardia, con le Circolari del 24 e del 25 febbraio 2020, ha provveduto ad integrare la Regolamentazione per l’applicazione del lavoro agile in occasione dell’emergenza Coronavirus. Con il Decreto del Segretario Generale n. 3288 del 12 marzo 2020 si è provveduto a disciplinare le modalità organizzative straordinarie legate all’emergenza Covid-19, prevedendo il lavoro agile quale modalità ordinaria della prestazione lavorativa e individuando, altresì, i dipendenti con necessaria presenza in sede.
 
La Regione Marche ha approvato la deliberazione n. 256 del 2 marzo 2020 per la definizione dei criteri generali di attuazione in materia di telelavoro. Con la successiva deliberazione n. 309 del 9 marzo 2020 la Regione ha approvato le misure urgenti per l’attivazione del lavoro agile in via straordinaria per far fronte all’emergenza Covid-2019. Con la Nota di Servizio delle Risorse Umane del 10 marzo 2020, integrata dalla successiva nota dell’11 marzo 2020, sono state adottate le misure di sostegno ai dipendenti per assenze dovute all’Emergenza Coronavirus, in cui si informava il personale dell’intera digitalizzazione del processo di attivazione del lavoro agile. Con la Nota Servizio Risorse del 12 marzo 2020 si sono adottate ulteriori misure organizzative per la riduzione del personale in servizio. Con la Nota del 20 marzo 2020 si è fornita informativa di dettaglio a tutti i dipendenti regionali circa la portata delle misure introdotte dal decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18. Con la Nota del 25 marzo 2020, il Segretario Generale ha invitato i dirigenti ad adottare misure organizzative nei confronti del personale assegnato, per lo svolgimento delle attività indifferibili ed urgenti, al fine di regolare il più possibile il distanziamento sociale, con rientri in sede con criteri di rotazione, oltre che a favorire, la parte residuale dei dipendenti non in smart working, alla fruizione di congedi o ferie o permessi giornalieri previsti dalla disciplina vigente.
 
La Regione Molise, con le deliberazioni dell’11 e del 13 marzo 2020, ha provveduto ad adottare la disciplina transitoria del lavoro agile e a individuare le attività amministrative regionali “indifferibili da rendere in presenza”. Con le circolari del Dipartimento Valorizzazione del capitale umano del 9, del 12 e del 16 marzo 2020, sono state impartite a tutte le strutture dell’Amministrazione regionale le necessarie indicazioni operative per l’immediata e coerente applicazione delle misure previste dalla normativa statale emergenziale in materia di contenimento della diffusione della epidemia COVID- 19. Con la successiva Circolare del 20 marzo si è provveduto ad armonizzare le precedenti disposizioni organizzative già impartite, alla luce dell’entrata in vigore del decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020.

La Regione Piemonte, con le Note del 25 febbraio e del 2 marzo 2020 ha provveduto a fornire le prime indicazioni operative in merito alle modalità di lavoro durante l’emergenza Coronavirus. Con le successive Circolari del 4, dell’8 e del 10 marzo 2020 sono state impartite disposizioni in merito alla possibilità di espletare l’attività lavorativa in modalità di lavoro agile, che diviene modalità ordinaria di lavoro.
 
La Regione Puglia, con la Delibera del 5 marzo 2020 e successiva del 6 marzo 2020, ha provveduto ad adottare il ricorso al lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa. È stato previsto che per le attività indifferibili e urgenti venga garantito un contingente minimo di personale anche attraverso forme di rotazione dei dipendenti. Con le Note del 9 e 11 marzo 2020 è stato disposto che, nel caso di attività che non possono essere oggetto di lavoro agile, il personale usufruisca delle ferie residue maturate. Con la Nota del 27 marzo 2020 è stato disposto l’accesso immediato al lavoro agile prescindendo dagli accordi individuali e dagli obblighi di legge. Sono stati specificati i casi in cui la modalità agile non è consentita o lo è parzialmente, individuando le relative misure da adottare:
  1. attività indifferibili e urgenti, anche legate a gestione dell’emergenza da COVID-19 che richiedono la presenza del personale presso gli uffici: disporre forme di rotazione dei dipendenti per garantire un contingente minimo di personale a presidio;
  2. strutture che registrano un apprezzabile rallentamento delle attività: ricorrere, in ordine di priorità, alla fruizione delle ferie, dei recuperi compensativi e di altri istituti analoghi; esaurite tali possibilità, come estrema ratio disporre motivatamente l’esenzione dal servizio;
  3. personale che, per le mansioni ordinariamente svolte e per le competenze possedute, non può utilmente svolgere la prestazione in modalità agile.
La Regione Autonoma della Sardegna, con le Circolari del 27 febbraio, del 4, del 6 e del 9 marzo 2020, ha provveduto ad adottare le misure per l’espletamento del lavoro a distanza. Con la successiva Circolare del 13 marzo 2020, è stato previsto il ricorso al lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa. È stata anche prevista la possibilità, per i dirigenti, di valutare le attività che non possono essere eseguite a distanza perché indifferibili o strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza.
 
La Regione Siciliana con la Circolare del 9 marzo 2020 fornisce le indicazioni al personale su come accedere alla modalità di lavoro smart working. Con la successiva Circolare del 19 marzo 2020 si avvia il monitoraggio delle attività di smart working e vengono ulteriormente integrate le disposizioni e le misure di lavoro agile. Con la Direttiva del 24 marzo 2020 vengono date precise indicazioni sulle modalità di lavoro e di congedo. Con una successiva Direttiva del 27 Marzo 2020 i Dirigenti preposti alle strutture di massima dimensione dell'Amministrazione Regionale sono stati richiamati all'obbligo del monitoraggio dell'andamento delle  attività di smart working e degli altri istituti che consentono l'assenza dagli uffici e della comunicazione dei dati al Dipartimento Regionale della Funzione Pubblica.
 
La Regione Toscana, con le Circolari del 2, del 5 e dell’11 marzo 2020, ha provveduto ad adottare le disposizioni in materia di telelavoro domiciliare di carattere straordinario e temporaneo. Con la Delibera di Giuntadell’11 marzo è stato disposto lo svolgimento in via ordinaria della prestazione lavorativa in forma agile durante la fase emergenziale, nonché di individuare le funzioni essenziali regionali. Con successivi Decreti del 13 e del 20 marzo 2020 sono stati adottati i provvedimenti attuativi e l’orario di lavoro della modalità lavorativa in forma agile.
 
La Provincia Autonoma di Trento, con la Circolare del 12 marzo 2020, che ha sospeso gli effetti della precedente circolare dell’11 marzo 2020, ha previsto la garanzia delle attività indispensabili e la sospensione, sino al 20 marzo 2020, di tutte le attività non indispensabili. Per quanto concerne le attività non indispensabili, la circolare dispone la sospensione dell’attività lavorativa, usufruendo delle ferie arretrate. Per quanto concerne le attività indispensabili, i dirigenti devono garantire la presenza in sede, mentre per il personale dell’area non dirigenziale viene prevista la modalità di lavoro agile. Con la Circolare n. 3 del 19 marzo 2020 sono state adottate ulteriori misure in relazione alle disposizioni contenute nell'Ordinanza del Presidente della Provincia di data 18 marzo 2020 e nel Decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18.
 
La Regione Umbria, con Direttiva dell’11 marzo 2020, ha provveduto ad attuare lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile durante il periodo emergenziale, fermo restando la possibilità di individuazione, da parte dei singoli Dirigenti, delle attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza e alle attività indifferibili per l’utenza interna/esterna da svolgere presso le sedi degli uffici regionali.
 
La Regione Autonoma della Valle d’Aosta ha previsto l'introduzione della modalità di lavoro agile con nota del 4 marzo 2020 del Coordinatore del Dipartimento personale e organizzazione sulla base delle indicazioni fornite dal Presidente della Regione con nota in data 2 marzo 2020. Con successiva nota circolare del 10 marzo 2020, sono stati individuati i criteri e le modalità relative all’accesso al lavoro agile. Con successive note dell’11 e del 12 marzo 2020, è stata predisposta una modulazione delle attività di ufficio, prevedendo l’estensione ai dipendenti delle modalità di lavoro agile, salvaguardando in ogni caso i servizi necessari e quelli svolti dalle strutture maggiormente interessate dall’emergenza in atto. Il 25 marzo sono state fornite specifiche indicazioni per il personale dirigente e il 27 marzo, la Giunta regionale con proprio provvedimento ha individuato le attività aventi carattere di indifferibilità.
 
La Regione Veneto ha adottato tre provvedimenti amministrativi relativi alle misure di implementazione del lavoro agile. La Nota del 26 febbraio 2020 ha previsto l’estensione delle giornate di lavoro agile ai già fruitori e l’attivazione per il restante personale in modalità straordinaria, individuando i criteri di priorità per i richiedenti. La Nota dell’8 marzo 2020 ha provveduto a dare ulteriore impulso al lavoro agile, disponendo la proroga di tutte quelle autorizzate disponendo l’estensione su cinque giorni settimanali. La nota del 12 marzo 2020 ha disposto quale modalità ordinaria di prestazione lavorativa il lavoro agile. I lavoratori con attività non compatibili con tale modalità vengono collocati in ferie.
 
(informazioni aggiornate al 3 aprile 2020)
 
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