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Puglia: migliaia di nuove imprese e occupati grazie a Nidi

Fondi strutturali 02.feb.2021
Puglia: migliaia di nuove imprese e occupati grazie a Nidi
I risultati della misura oggetto della prima puntata di una nuova rubrica che darà visibilità all'utilizzo dei fondi strutturali
locandina nidi

La Regione Puglia ha esordito oggi con Resadeiconti, una nuova rubrica che si prefigge l’obiettivo di rendere conto ai cittadini dei risulti ottenuti con gli strumenti di agevolazione del ciclo 2014-2020.

La “prima puntata” è dedicata a Nidi (Nuove iniziative di impresa), lo strumento di agevolazione per le microimprese voluto dalla Regione Puglia e gestito da Puglia Sviluppo in qualità di organismo intermedio e finanziario, che ha aperto il mercato del lavoro a giovani, donne e disoccupati: 2.360 nuove imprese, 3.267 occupati con più di 2.360 nuove imprese, 3.267 nuovi occupati tra giovani, donne, disoccupati e 137 milioni di agevolazione concesse.

La misura consiste in un contributo a fondo perduto e un prestito rimborsabile, destinato sia ai giovani con idee e competenze che intendono realizzare una nuova attività restando in Puglia, sia alle categorie fragili, permettendo a persone che hanno difficoltà ad accedere al mondo del lavoro di avviare una nuova impresa. Ad oggi sono stati concessi mutui per oltre 59 milioni di euro e sovvenzioni a fondo perduto per oltre 78 milioni (per un totale di 137 milioni di agevolazioni concesse).

Secondo l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci “Il risultato ad oggi è diventato tangibile con oltre 2.360 Nidi, cioè nuove microimprese, che hanno trasformato 3.267 giovani capaci e persone in difficoltà in altrettanti imprenditori-soci, cioè nuovi occupati. Abbiamo contrastato così la migrazione verso altre regioni o paesi e la desertificazione sociale. Stiamo studiando una nuova edizione di Nidi rivolta nello specifico a nuovi settori come sport e turismo”.

La misura nata a cavallo delle due programmazioni e rifinanziata nuovamente nel 2017, agevola investimenti compresi tra 10mila e 250mila euro.

Guardando nel dettaglio delle microimprese agevolate, emerge che la fetta più grande dei soci è quella dei disoccupati, seguiti da giovani e donne per finire con i lavoratori in procinto di perdere l’occupazione e le false partite Iva. Hanno investito per la maggior parte a Bari (29,7%) e a Lecce (24,3%), cui seguono Foggia (13,8%), Taranto (11,7%), Bat (10,3%) e Brindisi (10,2%). Lavorano soprattutto nel comparto dell’estetica e benessere, ma anche nei settori della ristorazione, della ricettività, dell’agroalimentare e del manifatturiero.

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