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rapporto stranieri lavoro

Stranieri e mercato del lavoro 26.lug.2021
Pubblicato l’XI Rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia”
La stesura del volume vede la partecipazione, tra gli altri, di Anpal Servizi con il coordinamento esecutivo
immigrati

Nel 2020, causa pandemia, si registra un netto decremento degli occupati, una contrazione del numero delle persone in cerca di impiego e un significativo incremento della popolazione inattiva. E’ quello che emerge dall’XI Rapporto annuale "Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia" pubblicato oggi sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sul Portale Integrazione Migranti. Il Rapporto, che indaga tutti gli aspetti del lavoro dei migranti attraverso i dati delle principali fonti istituzionali. è promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ed è il frutto della collaborazione tra Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, Direzione Generale dei Sistemi Informativi, dell'Innovazione tecnologica, del Monitoraggio dati e della Comunicazione, OCSE, ISTAT, INPS, lNAIL, Unioncamere, con il coordinamento esecutivo di Anpal Servizi.

In termini assoluti nel 2020 si contano poco più di 4 milioni di cittadini stranieri in età da lavoro, ovvero con età compresa tra i 15 e i 64 anni. Gli occupati di 15 anni e oltre sono 2.346.088, le persone in cerca di lavoro 352.117 e 1.364.983 gli inattivi tra i 15 e i 64 anni. Complessivamente il numero degli occupati è diminuito di 456.105 unità: di questi poco meno di 300 mila sono cittadini italiani, poco meno di 60 mila comunitari e poco più di 100 mila extracomunitari. Il numero dei lavoratori nativi, in termini percentuali, si è ridotto dell’1,4%, il numero degli occupati UE del 7,1% e il numero degli Extra UE del 6,0%. A fronte di una diminuzione delle persone in cerca di occupazione pari a 270 mila unità circa, nel 2020 la platea degli inattivi è aumentata 566.868 individui. Il repentino scivolamento dalla condizione di “occupato” a quella di “inattivo” sembra aver interessato in maniera considerevole i cittadini stranieri. A fronte di una variazione tendenziale negativa delle persone in cerca di impiego comunitarie ed extracomunitarie – pari, rispettivamente, a -13,9% e -11,6% – si registra un aumento della platea degli inattivi UE in età da lavoro del 18,7% e degli Extra UE del 15,1%. Nel caso degli italiani la crescita degli inattivi è stata del 3,1%. I principali indicatori del mercato del lavoro segnalano il peggioramento della condizione occupazionale. Nel 2020 il tasso di occupazione degli italiani è in calo di 0,6 punti, mentre nel caso dei cittadini comunitari ed extracomunitari l’indicatore fa registrare una riduzione più consistente e pari, rispettivamente, a -4,0 punti e -3,5 punti. Netto è il ridimensionamento dei valori rilevati per la componente femminile. Se l’entità del tasso di occupazione stimato per gli uomini UE nel 2020 si attesta al 70,9% e al 72,1% per gli Extra UE – dunque, rispetto ad un anno prima, ad un livello più basso di 3,2 punti in un caso e di 1,9 punti nell’altro – il tasso femminile delle comunitarie si riduce di 4,7 punti (passando dal 55,0% al 50,3%) e quello delle extracomunitarie di 5,0 punti (46,5% vs. 41,5%).

In diminuzione anche il tasso di disoccupazione. Tra il 2019 e il 2020, il tasso dei senza lavoro comunitari si contrae di 0,9 punti (14,0% vs 13,1%) e quello degli extracomunitari di 0,8 punti (13,8% vs. 13,0%). I dati dell’Istat ci dicono che sono circa 1 milione gli individui che hanno perso il proprio lavoro nel 2020 a causa di licenziamento, chiusura o cessazione dell’attività, scadenza del contratto, ovvero poco più di 830 mila italiani, poco meno di 50 mila cittadini comunitari e circa 93 mila e 400 extracomunitari. Tra i comunitari sono prevalenti le donne (62,0% dei fuoriusciti dalla condizione di occupato), nonché i 25- 34enni (26,7% del totale) e i 35-44enni (27,7%). Nel caso degli extracomunitari, su 100 individui che hanno perso il proprio impiego, circa 58 sono maschi e anche tra costoro si conferma la prevalenza dei 25-34enni (31,6%) e dei 35-44enni (27,6%). Nel 2020 il Sistema Informativo Statistico delle Comunicazioni Obbligatorie ha registrato un volume di attivazioni di rapporti di lavoro che hanno interessato cittadini stranieri pari a 1.927.937 unità, di cui 547.815 hanno riguardato lavoratori comunitari (28,4% del totale) e 1.380.122 extracomunitari (71,6%). Rispetto al 2019, la parte di contrattualizzazioni destinate agli stranieri è complessivamente diminuita di 16,2 punti percentuali, a fronte di una contrazione del 19,9% del numero di rapporti di lavoro destinati agli italiani. In particolare, si osserva un consistente decremento pari a -23,5% per gli UE e pari a -12,9% per gli Extra UE. In valori assoluti, a causa della crisi economica generatasi in seguito alla pandemia da SARS-COV-2, si sono persi più di 2,25 milioni di contratti, di cui poco meno di 1,9 milioni nel caso della componente nativa della forza lavoro e circa 370 mila nel caso di quella straniera. 

XI Rapporto "Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia"
Sintesi del Rapporto
Il cruscotto dei dati (tableau)
Sintesi interattiva

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