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Regione Abruzzo, traguardi parità di genere per i prossimi cinque anni

Parità di genere 01.lug.2020
Regione Abruzzo, traguardi parità di genere per i prossimi cinque anni
La Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo si è riunita per discutere dei nuovi piani e interventi in materia di pari opportunità di genere

La Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo è stata chiamata a pronunciarsi sul Documento di Economia e Finanza Regionale 2021-2023, atto fondamentale per la programmazione regionale e per gli obiettivi di bilancio. Sulla “strategia europea per la parità di genere 2020-2025”, la Commissione ha proposto che la Regione Abruzzo “introduca una prospettiva di genere in tutte le politiche e gli interventi dei prossimi anni, anche attraverso l’adozione di un piano integrato delle azioni regionali in materia di pari opportunità di genere”, per realizzare gli obiettivi di uguaglianza e pari opportunità di genere e non discriminazione tra uomini e donne, da attuare principalmente attraverso il ricorso ai fondi strutturali stanziati a questo scopo.

La Commissione ha anche sottolineato la necessità di armonizzazione la Legge regionale 20 ottobre 2006, n. 31 “Disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza per le donne maltrattate”, con le linee guida e i principi dei recenti decreti ministeriali e deliberazioni di Giunta Regionale.

La Commissione ha discusso anche del percorso per la “prevenzione, individuazione precoce e assistenza nei casi di violenza di genere e sessuale” nell’ambito ospedaliero nonché della violenza sulle donne chiedendo, inoltre, che vengano inseriti nella programmazione regionale interventi per far fronte alla crescente violenza virtuale alle donne e alle ragazze, che sono le principali vittime di gravi forme di abuso online.

Infine, è stata sollecitata una particolare attenzione all’occupazione femminile, che con la pandemia e la susseguente crisi economica rischia di peggiorare. La Commissione ha proposto il ricorso ad una pianificazione adeguata del settore della formazione regionale con l’elaborazione di progetti formativi mirati a favore delle donne che hanno cessato l’attività di impresa per la crisi, per le lavoratrici poco specializzate e le over 50 che hanno perso il lavoro, da riconvertire nei settori dell’assistenza sociale, sanità e servizi educativi per la prima infanzia, settori ad alta intensità femminile. 

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