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Smart working

Smart working 12.mag.2020
Unioncamere: un’impresa su 4 ha puntato sul lavoro agile prima del lockdown
È quanto emerge dal bollettino realizzato in collaborazione con Anpal. Il comparto più innovativo è quello dei Servizi informatici e delle telecomunicazioni
Smart working

Unioncamere rende noto che prima del lockdown solo il 24,6% delle imprese italiane aveva investito nell’adozione di sistemi di smart working tra il 2015 e il 2019. Il dato è tratto dal bollettino annuale 2019 del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, e mostra come solo un quarto delle imprese sia arrivato relativamente preparato alla chiusura delle sedi e allo shock organizzativo che ne è conseguito. Il trend è comunque positivo ed è presumibilmente destinato a subire un’accelerazione (pag. 84 dell’Allegato statistico).

Il macrosettore più all’avanguardia in questo senso è quello delle Public utilities (luce, acqua, gas) in cui il 34,7% delle imprese ha dichiarato di aver investito in smart working; a seguire quello dei Servizi (25,5%), l’Industria (22,5%) e infine le Costruzioni (19,9%).

Più in particolare, lo smart working è particolarmente utilizzato nel comparto dei Servizi informatici e delle telecomunicazioni (50,9%), seguito dalle imprese dei Servizi finanziari e assicurativi (48,8%), mentre nell’industria le più innovative sono le industrie elettriche, elettroniche, ottiche e medicali (33,3%).

Lo smart working è diffuso in misura abbastanza omogenea nelle varie aree territoriali. In testa il Mezzogiorno (27,1%). A seguire il Nord Ovest, con il 24,1%, il Nord Est con il 23,5%, quindi il Centro con il 23%.

 


Comunicato stampa Unioncamere
La domanda di professioni e formazione delle imprese italiane nel 2019
Allegato statistico

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