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Statistiche del lavoro LSU

Statistiche del lavoro 21.set.2020
In venti anni stabilizzati quasi 20 mila lavoratori socialmente utili
Aggiornato al 15 settembre il cruscotto sui lsu a cura di Anpal Servizi. Napoli è la provincia con il maggior numero di lsu attivi
Cruscotto lavoratori socialmente utili

È stato aggiornato al 15 settembre il cruscotto sui lavoratori socialmente utili, lo strumento di Anpal Servizi che monitora il bacino di quei lavoratori che percepiscono sussidi di disoccupazione, mobilità, cassa integrazione guadagni straordinaria o sono in cerca di prima occupazione, o disoccupati da più di due anni iscritti nelle liste di collocamento (o iscritti nelle liste di mobilità senza percepire l'indennità), e svolgono attività e servizi a beneficio di tutta la collettività.

I lavoratori socialmente utili attivi nelle regioni convenzionate con il Ministero del Lavoro (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Lazio) sono 5.715, di cui 1.965 sospesi. Quelli usciti da quando è stata istituita la misura sono 33.143.
Il cruscotto permette una lettura puntuale dei lsu attivi su base provinciale, disaggregati per genere, età media, titolo di studio, mansione e settore. La provincia che registra il maggior numero di lsu attivi è quella di Napoli (1.739), seguita da Cosenza (953). 

I lavoratori sospesi sono concentrati in Calabria (il record è del Comune di Gioia Tauro, 82) e in alcune province di Campania e Puglia e sono disaggregati per ente.

I lavoratori usciti sono disaggregati per genere (65,6% uomini, 34,4% donne). Il 59,2% (19.633) di loro è stato stabilizzato, il 14,3% è uscito con incentivo. Le cause più frequenti di uscita sono l’assunzione a tempo indeterminato presso l’ente utilizzatore (7.931 casi), il pensionamento (6.023), l’assunzione a tempo indeterminato presso impresa o cooperativa esternalizzata (5.441). Quest’anno sono usciti 234 lsu (il massimo si raggiunse nel 2003 quando furono 7.893). Nel 2020 gli lsu usciti hanno in media 61,7 anni, l'età più alta mai registrata.

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